DIECI CONSIGLI
PER IL GIRO
DEL MONDO
L’esperienza e la programmazione contano, ma sono i dettagli pratici a fare la differenza...
di ANDREA ALOI
C'eravamo tanto amati... Quello di Trump - "A Evian Giorgia Meloni mi ha implorato di farci una foto insieme" -
non era uno schizzo di vetriolo occasionale. Dopo la replica della premier - "Sono allibita, tutte invenzioni" -
il presidente degli Stati Uniti è tornato alla carica con un post su Truth: Meloni voleva la foto insieme
perchè è in calo nei sondaggi. La replica: siamo una nazione sovrana, pensa alla tua, di popolarità.
Realtà e fantasia si mescolano nell'ultimo film senza che mai decolli la potenza coinvolgente della narrazione, inficiata anche da pause e sospensioni che non giovano affatto alla causa. Tra Madrid e Lanzarote, dove i paesaggi sono di sicuro effetto e conforto visivo, i personaggi si rincorrono senza che mai avvenga una vera empatia espressiva nei contrasti e nelle reciproche vicissitudini, in una prova attoriale che non si eleva dalla norma
Una storia vera su Netflix. Margaret Thatcher sul finire della propria esperienza di governo, di fronte al dilagare di vittime della droga, lancia l’ultima sua battaglia contro i mercanti di morte. La dogana britannica accetta la sfida
Se il primo viaggio in Scozia coincide quasi sempre con Edimburgo e le Highlands, il secondo dovrebbe spingersi più a ovest, dove il paesaggio si spezza in isole, traghetti, spiagge oceaniche e piccoli centri battuti dal vento. Le Ebridi Esterne sono una Scozia meno da cartolina e più da attraversare lentamente: quella della cultura gaelica, delle strade costiere, delle soste improvvise davanti al mare e di una luce che cambia continuamente tra acqua e cielo
Che la famiglia imperiale giapponese stia esaurendo i candidati alla successione è argomento dibattuto da vari anni. Nel 2024 fu lo stesso imperatore Naruhito a mettere in guardia contro i rischi dell’invecchiamento. La polemica torna di attualità ora che il Parlamento giapponese ha avviato il dibattito su una proposta di legge che consentirebbe alla famiglia imperiale di adottare i parenti maschi di rami collaterali della dinastia, esclusi nel dopoguerra dalla successione.
Backrooms: una leggenda metropolitana/internettiana, stanze sul retro o nascoste, che siano soffitte, cantine, fabbriche abbandonate, perno narrativo per storie paurose e impossibili, dove luoghi di confine (il vuoto versus il pienissimo consumista-distruttivo) si fanno soglia di misteri. Meglio di tutti funzionano come Backrooms le zone abbandonate, tipiche di un day after, o in genere molto affollate, come uffici o aeroporti, ma incautamente visitate nelle ore di chiusura. Un film del ventunenne californiano Kane Parsons.
Nel panorama turistico della Grecia, fino a qualche anno fa, i sentieri occupavano un ruolo marginale. In estate, alpinisti ed escursionisti di piede sicuro salivano ai 2914 metri del Mytikàs, la cima più alta dell’Olimpo, affacciata dall’alto sull’Egeo. Registravano un afflusso molto maggiore le Gole di Samarià, sulle montagne di Creta. Altrove, nella terraferma e nelle isole, camminare era un’attività per pochi. Ma le cose cambiano. Kalymnos, l’isola del Dodecaneso amata dagli arrampicatori, offre anche una rete di sentieri segnati, lo stesso accade da qualche anno a Cefalonia. E pure Andros, nelle Cicladi, è bene avviata...
Nella ex-Jugoslavia l'esercizio della memoria è quanto mai difficile, irrisolto, doloroso. Sono passati trent'anni dal genocidio di Srebrenica, dalla fine dell'assedio di Sarajevo, dagli accordi di Dayton che misero fine alla guerra. La fine di una convivenza che era parsa solida e quasi miracolosa ma covava i germi dell'odio, non ha mai portato a un riconoscimento reciproco, a ammissioni di responsabilità. La memoria in un libro, Srebrenica 30.
Guerre, distruzioni, dolore: la selezione delle immagini più significative dell’anno, raccolte nella mostra World Press Photo (Roma, Palazzo delle esposizioni fino al 29 giugno), lascia un peso sul cuore. Non si alleggerisce la pena pensando che sembra tutto già visto: la passerella delle sofferenze, le malattie del pianeta, la disperazione dell’umanità. Una mostra in cui la fotografia rivendica il ruolo che aveva lasciato alla parola.
L’esperienza e la programmazione contano, ma sono i dettagli pratici a fare la differenza...