PANDÀN
CAFÈ SOLIDALE
NEL CUORE
DI SAN SALVARIO

Pandàn, caffetteria sociale che scalda il cuore di San Salvario.

L’autunno si fa strada a Torino. Stamattina piove, la luce è particolarmente grigia e l’aria è bagnata e fredda. Attraverso il quartiere, sguscio fra le persone che fanno la spesa al mercato di via Madama Cristina e mi infilo da Pandàn.

Le luci calde rimbalzano sui mobili in legno chiaro, la prima cosa ad accogliermi è l’odore dei cornetti caldi che proviene dalla cucina. Pandàn non è un qualsiasi cafè e bistrot, e non solo per questo.

Si tratta di un cafè a conduzione sociale, gestito dalla cooperativa Esserci, che dal 2013 promuove l’inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettiva. Paolo Vallinotti, coordinatore del locale, mi racconta che molto è cambiato dalla fondazione. Nasceva come emporio sociale, con all’interno un grissinificio e un laboratorio di sartoria. Proprio da questa convivenza di spazi, persone ed esperienze hanno preso spunto per il nome Pandàn. Sebbene siano rimasti soltanto cucina e bar, l’idea dietro fondamentale rimane la stessa: un luogo in cui potersi incontrare e condividere, dove il lavoro è lo strumento più efficace per promuovere l’integrazione e l’inserimento sociale.



Pandàn è infatti prima di tutto una palestra, in cui il lavoro è l’attrezzo principale: attiva la mente, dà uno scopo preciso a chi lo svolge, lo responsabilizza verso lo spazio e verso i colleghi. “Se qualcuno non svolge il proprio compito” - che sia tagliare il pane, sistemare lo zucchero sui tavoli o pulire - “lo deve fare qualcun altro”. Chi termina il periodo di tirocinio all’interno del locale poi può trovare un lavoro in un altro ambito facendo tesoro dell’esperienza accumulata nel cafè, oppure, come ha fatto uno di loro, Lorenzo, può firmare un contratto e diventare uno dei pilastri portanti del locale. Gli chiedo quale sia stata la cosa più difficile da imparare durante la formazione, e senza esitazione mi risponde: “Montare il latte per i cappuccini”.



Sarebbe bello che ci fosse un sistema lavorativo disposto a dare opportunità a chi conclude il periodo di tirocinio da Pandàn, integrando e assumendo chi ha appreso determinate competenze. “Purtroppo manca la cultura”, continua Paolo. Cultura che qui si cerca di costruire con l’esempio e con altre attività. All’interno di Pandàn è ospitato anche l’Alzheimer Cafè, in cui persone affette da demenze e familiari possono incontrarsi in maniera informale accompagnati da professionisti; oppure lo sportello finanziario, che consiste in corsi di educazione finanziaria domestica per chiunque ne abbia bisogno. Si cerca in generale di trasmettere una propensione alla vita e al consumo responsabile e consapevole, basata sui principi di sostenibilità economica, sociale e ambientale.



Dalla cucina provengono i profumi dei piatti che vengono preparati per il pranzo, e capisco perché Lorenzo sia così preso ad accogliere i numerosi clienti che a breve invaderanno il locale per sfamarsi degli ottimi piatti della cucina italiana tipica che vengono offerti.

Ringrazio tutti quelli che stanno lavorando nel locale: sono loro i principali responsabili della luce e del calore che si diffondono per via San Pio V. Riprendo i miei giri. Il cielo si è schiarito, il sole si fa strada fra le nuvole, forse posso tornare a camminare senza rischiare di scivolare sulle grate bagnate.

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