ANDARAS
FRAME E VIAGGIO
COSÌ NASCE E RESISTE
UN FILMFEST AUTOGESTITO

Nel vasto oceano estivo ribollente di festival, il moto ondoso trascina con sé e sbatacchia di qua e di là ogni sorta di prodotto culturale o cosiddetto tale. Nel tentativo di non annegare tra i flutti di questo mare magnum appaiono e scompaiono rassegne letterarie e cinematografiche, musicali e filosofiche, folkloriche e poetiche, artistiche e tecniche, cibo per la mente e sempre più spesso per il corpo, blasonate e sconosciute. Non c’è piazza d’Italia, località montana o rivierasca, grande o piccola che non provi ad auto illuminarsi partecipando a questo caleidoscopio cultural- nazionale. Nel tentativo di emergere o quanto meno di non naufragare.



Perché sopravvivere non è comunque facile. Specie se, come in amore, incombe la crisi del settimo anno. Come accade nel piccolo ma brillante Andaras Travelling Film Festival di Fluminimaggiore (festival del cinema/corti di viaggio dal 14 al 19 luglio), costa occidentale delle miniere in Sardegna. Giunto per l’appunto al suo settimo anno e sul quale vogliamo puntare i riflettori per cercare di capire come abbia fatto e come faccia, fuscello tra natanti ben più corazzati, a sopravvivere e a imporsi sulla ribalta nazionale. L’idea, nata per l’appunto 7 anni fa, era ed è quella di puntare sui corti che abbiano come tema il viaggio, inteso come fatto fisico ma anche e soprattutto mentale e culturale. Il viaggio come senso della vita, concetto applicabile ai vari aspetti dell’esistenza, declinato ogni anno in un tema specifico. Quest’anno il tema è l’amore, anzi il Cyber Love, ossia l’amore ai tempi di Internet.



E allora cominciamo da qui, dalla scelta del tema. Che è poi lo step più importante. Si era pensato, verso novembre, in generale al tema universale dell’amore, per coniugare in un’unica formula le scelte artistiche ,che si vogliono le più alte possibili, al popolare sentimento medio dello spettatore. Ma era un tema esageratamente vasto, da perderci la testa, difficile da imbrigliare in un prodotto cinematografico di qualità senza scadere nello scontato se non nel banale. E allora ecco l’idea del direttore artistico, Joe Juanne Piras, condiviso dalla direzione dell’associazione Andaras, di declinarlo in Cyber Love. Un piccolo uovo di Colombo che ha permesso di far lavorare i concorrenti-autori (svariate centinaia provenienti da ogni angolo del mondo) su un tema specifico e quindi circoscritto. Che può attingere al vasto e spesso oscuro mondo della rete e coinvolgere dunque cuori romantici ma anche cuori tendenti al dark.



Una volta lanciato il tema - e siamo arrivati al mese di febbraio – attraverso la piattaforma internazionale FilmFreeway, è tempo di pensare al budget e dunque ai finanziamenti che consentano di mantenere un buon livello nel rapporto tra la qualità dei corti da selezionare e gli ospiti che dovranno soddisfare gli appetiti più spettacolari del pubblico. Che, si dovrà rimarcare, non ha fatto mai mancare la sua massiccia presenza durante le serate. E allora con l’occhio al budget ci si deve guardare intorno alla ricerca di ospiti che coniughino una certa popolarità con l’esigenza di mantenere un buon livello culturale durante gli incontri. Ma prima di tutto comincia la caccia ai soldi. Da dove arrivano? Chi non ha mai fatto mancare il suo appoggio è la Fondazione di Sardegna, legata alla banca Bpr, che ogni anno pubblica bandi specifici per la cultura in Sardegna. Quest’anno un bel sospiro di sollievo è arrivato con il contributo a fondo perduto triennale che vale 25mila euro per ogni anno. Poi c’è il bando regionale che anche l’anno scorso ha garantito 40mila euro. Qualche aiuto arriva anche dalla Sardegna Film Commission, Poi ci sarebbe un bando del ministero della Cultura e dello Spettacolo, a cui si partecipa quasi senza speranza, essendo un terno al lotto difficilissimo da azzeccare, perché su quei fondi si avventano tutti, e si salvi chi può e chi magari anche chi non può ma conosce. Poi c’è il comune di Fluminimaggiore, che fa quel che può con un piccolo finanziamento di 5mila euro a bilancio ma garantendo un certo sostegno logistico della manifestazione.


IL PROGRAMMA DI ANDARAS 2025


Poi, ci si dice ogni anno, ci vorrebbero gli sponsor privati: ma chi viene a sponsorizzare un piccolo festival che ha un bacino così ridotto di abitanti e quindi di possibili spettatori? Che ritorno economico potrebbe avere? E allora perché non allargare al territorio coinvolgendo altri comuni? Si comincia col vicino Buggerru, mille abitanti che d’estate si moltiplicano con i turisti. Una concerto di buona musica al tramonto e di proiezioni serali sulla spiaggia bellissima di San Nicolò vale un piccolo contributo: anche tremila euro sono utili per offrire un soggiorno e un biglietto aereo a uno o due ospiti. Ma perché poi non coinvolgere la vicina città di Iglesias, che ha una vasta platea e ha avviato una politica culturale di tutto rispetto nel panorama sardo? L’accordo è facilitato proprio dalla riconosciuta qualità culturale e dalla capacità organizzativa di Andaras. E così, con un finanziamento di 30 mila euro Iglesias si garantisce due belle serate di proiezioni, spettacoli e dibattiti di alto livello.



E a questo punto, abbozzato il budget e facendo i dovuti scongiuri affinché i soldi ipotizzati effettivamente arrivino, (ma quando chi organizza i bandi si deciderà a pubblicarli e darne i risultati prima del festival e non dopo mesi?) parte la caccia agli ospiti. Per i quali deve essere previsto un cachet. La caccia su tutto il territorio nazionale ad accaparrarsi gli ospiti più prestigiosi parte già dall’autunno/inverno. Una corsa da cui Andaras, così come gli altri piccoli festival, è per buona parte escluso causa povertà. Gli ospiti importanti vanno pagati e bene. Per il resto ci si deve affidare al buon cuore di coloro che si conoscono personalmente e che magari per una giusta causa si accontentano di avere pagato il viaggio e il soggiorno in un territorio bellissimo, che vale come una piccola vacanza. Quest’anno la collaborazione con Amnesty International (facilitata dal tenace ufficio stampa romano di Piu, Alfano e Castiello) permette di avere ad Andaras Rossella Brescia, l’ambasciatrice italiana di Amnesty che con una giovane iraniana e una palestinese dibatterà della condizione femminile in quei mondi tormentati dalle guerre in corso. Un modo come un altro, purtroppo diverso e tragico, per parlare d’amore.



Altre piccole perle tra gli ospiti saranno le presenze di Freddie Fox, l’attore britannico volto iconico di House of the Dragon, e del rapper Rancore. Gli ospiti sono garantiti dunque, e così le giurie delle varie sezioni che hanno selezionato i fin alisti. Ma la direzione di Andaras sa che ora viene la vera fatica. Maria Paola, Ramona, Marta, Joe, Gigi e Roberta, che con una decina di volontari affrontano ogni anno questa fatica di Sisifo per pochi spiccioli, sono al lavoro pancia a terra per l’organizzazione delle giornate: che devono scorrere lisce dalla mattina a tarda sera, con le master class di regia, di sceneggiatura e produzione cinematografica, con le location scouting, le visite sui luoghi più suggestivi del territorio con gli ospiti e con i dibattiti, i concerti e ßle proiezioni serali. Insomma, la cavalcata del settimo anno può cominciare il 14 di luglio. Con la convinzione che in fondo la crisi fatale si sia per il momento riusciti a tenerla lontana.

* fondatore e presidente onorario di Adaras

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