(Lorenzo Viotti dirige l'orchestra di santa Cecilia)


VIOTTI E PAGANO
NOTE E MODA
A SANTA CECILIA



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Due musicisti che il pubblico italiano ha imparato a conoscere e apprezzare si incontrano per la prima volta sul palco di Santa Cecilia, per un concerto all’insegna del tardo Romanticismo, dal 5 al 7 febbraio. Sul podio, a dirigere l’Orchestra di Santa Cecilia, la bacchetta del trentacinquenne Lorenzo Viotti, figlio d’arte dalla carriera internazionale in ascesa. Viotti negli ultimi anni è diventano un volto noto anche nel mondo della moda, grazie alle sue collaborazioni da brand ambassador di marchi come Bulgari, affermandosi come simbolo di una generazione di musicisti che non vede confini tra l'eleganza di frac e bacchetta e i brand di alta moda. Accanto a Viotti, in una staffetta artistica nata da una sostituzione dell'ultimo momento, il violoncellista romano Ettore Pagano, chiamato a interpretare il Concerto per violoncello di Edward Elgar al posto di Sheku Kanneh-Mason. L'artista britannico, salito alla ribalta globale dopo la celebre esecuzione al matrimonio reale, è infatti costretto a cancellare le sue date europee a causa di un infortunio alla mano.


(Ettore Pagano)


Ma la scelta di Ettore Pagano trasforma l'evento in un’occasione interessante: nato a Roma nel 2003 in una famiglia di musicisti, appassionato di scacchi e rap, formatosi tra le mura del Conservatorio di Santa Cecilia, Pagano rappresenta oggi una delle punte di diamante del violoncellismo italiano. Il suo percorso conta oltre quaranta concorsi internazionali vinti, cui si è recentemente aggiunto il prestigioso Premio Abbiati nel 2025, un riconoscimento che la critica italiana riserva alle personalità più incisive del panorama musicale. Il violoncellista romano affronterà il Concerto di Elgar, capolavoro assoluto della letteratura per questo strumento e testamento spirituale del compositore. Scritto nel 1919, all’indomani della Grande Guerra, il concerto riflette lo stato d’animo di un uomo che assisteva alla distruzione del suo mondo. In questo contesto, la solidità tecnica di Pagano, unita alla risonanza storica del violoncello Ongaro del 1777 che lo accompagna, promette una lettura di grande spessore.


(Lorenzo Viotti)


La seconda parte della serata si sposta verso la Russia con la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij. Composta nel 1888, in un periodo di profonda crisi interiore, la sinfonia è dominata dal "motivo del Destino", un tema oscuro che emerge in tutti e quattro i movimenti in una lotta costante tra rassegnazione e slancio vitale. In quest'opera Lorenzo Viotti ha l'opportunità di esprimere pienamente la cifra interpretativa che lo ha reso ospite regolare delle più importanti compagini mondiali, dai Berliner Philharmoniker alla Filarmonica della Scala. Per chi desidera calarsi completamente nelle atmosfere di questo programma, venerdì 6 febbraio alle ore 18.30 è previsto un nuovo appuntamento all’interno del ciclo di incontri "Spirito Classico". L'incontro, curato dal musicologo Daniele Spini e ospitato nello Spazio Risonanze, offre un viaggio guidato dietro le quinte della composizione, per approfondire i brani in programma e scoprire, tra un aneddoto storico e un'analisi tecnica, il contesto in cui questi grandi capolavori hanno visto la luce: il tutto è preceduto da un aperitivo, all'insegna di condivisione e convivialità.

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