SPORT
UN'ALTRA ITALIA
CHE LASCIA INDIETRO
IL CALCIO

(foto da Federazione Rugby)

clicca qui per iscriverti alla NEWSLETTER di foglieviaggi



Smettetela di fare confronti tra il calcio e gli altri sport. Anche la storia dello sport è fatta di cicli. Di corsi e ricorsi. Questo è il momento degli sport alternativi, dei diversamente calcio: il volley, il tennis, il nuoto, lo sci, l’atletica, il rugby. Ciclismo, basket e calcio, che hanno trascinato tanti appassionati – e il calcio continua a farlo, sia chiaro - sono in una fase depressionaria che dura da diverse stagioni e non sembra avere fine. Chissà, magari tra qualche anno torneranno a brillare.

Da Antonelli a Sinner, sono cambiate le facce, i protagonisti, irrompono altri gesti e altre smorfie. Questi sono ragazzi – ne vedremo altri tra pochi giorni ai mondiali indoor di atletica - che demoliscono le immagini stereotipate di qualche tempo fa, altro che bamboccioni e sfigati. Loro sono andati via molto presto da casa, anche perché hanno alle spalle famiglie che possono permettersi di mantenere i figli lontano da casa. Sudore e sacrifici, senza trascurare gli studi: la madre del pilota bolognese ha preteso che Kimi prendesse la maturità presso un istituto tecnico, cosa che ha fatto lo scorso anno dopo essere salito sul podio del GP del Canada. La Generazione Z, quando ci si mette,fa le cose perbenino. Una vita giudiziosa e spericolata insieme, un po’ come quella di Valentino. Rossi salì su un Aprilia che aveva 13 anni. Kimi si presentò alla Mercedes che ne aveva 12. A 18 prese il posto di Lewis Hamilton nella scuderia tedesca. E domenica 15 marzo la vittoria a Shangai, a 19 anni. Il 25 agosto prossimo spegnerà venti candeline.


(Kimi Antonelli al ritorno da Shangai)


Si sarà perso pure un po’ di adolescenza, il bolognese, ma quelle lacrime subito dopo la vittoria, la mano destra passata sugli occhi per asciugare l’onda delle emozioni riportavano ad una dimensione umana. Una immagine che ce lo restituiva meno adulto, quasi ragazzino. Che confessa al team "Mi sono cagato addosso" per spiegare come si era sentito quando a un giro e mezzo dalla fine della corsa si sono bloccate per un attimo le ruote della macchina. E che appena atterrato a Bologna ha detto che non vedeva l’ora di mangiare un piatto di tagliatelle. L’Italia che vince ha più dimensioni sconosciute in passato. Il baseball, imbottito di italo-americani, va a battere a casa loro i maestri yankee (ha perso poi con il Venezuela) compiendo un’impresa. Le ragazze del basket, dopo il terzo posto agli Europei, si sono qualificate per i Mondiali di settembre in Germania. Era dal 1994 che non succedeva: 32 anni di buio. Al rugby solo applausi, anche se l’ultima partita a Cardiff con il Galles ha un po’ deluso. Abbiamo chiuso il 6 Nazioni al quarto posto (come nel 2007 e nel 2013) davanti all’Inghilterra e allo stesso Galles.


(L'Italbasket femminile torna ai Mondiali - foto Federazione Basket)


Alle Paralimpiadi invernali gli azzurri hanno preso 16 medaglie e nel medagliere finale ci siamo piazzati quarti, dietro i tre colossi, Cina, Usa e Russia. Questa metamorfosi – che non è un fatto di questi giorni ma si è sviluppata già da diversi anni – è avvenuta senza che la scuola abbia cambiato programmi e atteggiamenti nei confronti della attività fisica. I confronti con il calcio vanno evitati, dunque. Perché sono inesorabili, spietati. In settimana la Gazzetta ha dedicato due pagine al fatto che rispetto alla scorsa stagione ci sono ben 62 gol in meno in Serie A: 683 contro 745. Nel 2020-21 furono addirittura 837. Giovedì 26 si gioca a Bergamo lo spareggio Italia-Irlanda del Nord per andare ai Mondiali della prossima estate. E il 30 l’eventuale finale. Se dovessimo fallire per la terza volta consecutiva, sarebbe davvero la mazzata finale per il nostro calcio. Ma chissà se i Signori del Pallone si decideranno finalmente a cambiare qualcosa.

Press ESC to close