Se campo, nel 2040 avrò 91 anni. Chissenefrega, direte. Era solo per comunicare che potrei vedere un’altra Olimpiade italiana. Ne ho intravista una nel 1960 ma ero un ragazzo di 12 anni. Malagò, il vero vincitore di questi Giochi invernali di Milano- Cortina, altro che le 30 medaglie, si mantiene prudente. E così il ministro Abodi e il presidente del Coni Buonfiglio. In realtà, il sasso è stato lanciato nello stagno, i dossier sono già pronti, le truppe cammellate delle lobby sono in movimento. C’è tanta voglia di prendersi una rivincita sulla mancata candidatura di Roma 2024: "In questo momento sembra cancellata, ma ce n’è voluto. Un po’ di cicatrice è bene che rimanga", ha rimuginato Malagò. Il sindaco Gualtieri ha già spalancato le porte. Renzi vuole una joint venture tra Roma e la Toscana. Il modello a cui si pensa – e che piacerebbe al Cio - è quello delle Olimpiadi diffuse, sparse tra varie regioni come è stato per Milano Cortina. .
Le Olimpiadi estive – quelle vere - sono coperte fino 2032: prima c’è Los Angeles nel 2028 perché è tutta un’abbuffata yankee, da qui a due anni, con i Mondiali di calcio di giugno e luglio prossimi e dopo, appunto, le Olimpiadi in California; poi nel 2032 la terza Olimpiade australiana, a Brisbane, dopo Melbourne 1956 e Sydney 2000. Per il 2036, Kirsty Coventry - che è la presidente del Cio e non la figlia di Mattarella - ha chiesto una pausa di riflessione nella designazione della nazione e della città che dovrà ospitare i Giochi. E qui casca l’asino. Per il 2036 già si è fatta avanti Berlino (ma anche l’India, il Sudafrica e altri) attraverso Thomas Weikert, che è il presidente del Coni tedesco: "Siamo pronti a organizzarli nel 2036, nel 2040 e nel 2044".
Ma in Germania la data 2036 fa storcere il naso a molti. Innanzitutto al presidente della Repubblica Steinmeier. Perché nel 2036 saranno cento anni dai Giochi del 1936 quelli di Hitler, quelli di Jesse Owens, quelli che De Coubertin lasciò in mano ai nazisti. Se i tedeschi dovessero abbandonare l’ipotesi 2036, si riproporrebbero con forza per il 2040. E tra Roma e Berlino chissà chi la spunterebbe. Inoltre, se Berlino dovesse avere i Giochi del 2036, è da escludere che il Cio assegni ancora ad una capitale europea pure i Giochi del 2040. Sarà anche per questo che, tra le quinte del Coni, c’è chi valuta una boutade l’ipotesi Roma 2040.
I Giochi invernali di Milano-Cortina sono finiti. E Iddio sia lodato perché è andato tutto bene. O quasi. Record di medaglie, 30 e lode, come molti hanno titolato con grande fantasia, organizzazione perfetta, l’Italia bella, il quarto posto degli azzurri nel medagliere, tante storie che hanno toccato il cuore nella settimana in cui la tv del dolore ha dato spettacolo a proposito del piccolo Domenico. Non se ne poteva più. Della retorica a quintali e dei Giochi chiattoni. Aldo Grasso sul Corriere della Sera ha scritto un epinicio: l’Italia non è condannata alla mediocrità. Se smettiamo di litigare e se ci impegniamo, "…siamo capaci di eccellenza ma continuiamo a raccontarci come fossimo irrimediabilmente incapaci". Che fa quasi il paio con "alla faccia di chi ha tifato contro o ha provato fino a ieri a sabotarli" del sobrio titolo del giorno dopo di Libero.
foto archivio federale tedesco)
I bilanci di una Olimpiade si tirano dopo anni. Certo è che manifestazioni così costano tanto, troppo: questi qui quasi 6 miliardi di euro, per i due terzi sono fondi pubblici. Ma oltre il 60% del budget è destinato a strade e ferrovie. Ci sono opere infrastrutturali che attendono di essere completate, altre devono ancora iniziare. Ma intanto 800 larici secolari di Cortina sono stati abbattuti. Per innevare le piste ci sono voluti centinaia di migliaia di metri cubi di acqua. Con l’aumento delle temperature c’è chi non prevede un futuro per i Giochi invernali. I Giochi ingrassati riportano al gigantismo olimpico che riguarda da decenni questi appuntamenti che vedono crescere a dismisura sport e discipline.
Bisogna avere un grande rispetto per chi fa sacrifici e non si risparmia per allenarsi e gareggiare sognando una medaglia o soltanto una partecipazione. Però, diciamocelo, mancava soltanto la corsa nei sacchi sulla neve e i Giochi senza frontiere erano di nuovo tra di noi. L’ultimo arrivato è stato lo sci alpinismo. A Chamonix nel 1924 c’erano otto sport (tra l’altro non erano ancora ufficialmente dei Giochi, comunque la data di inizio è quella), poi dal 1928 ad oggi sono stati aggiunti altri otto sport: dallo skeleton del 1928 allo sci alpino introdotto soltanto nel 1936; dal biathlon del 1960 al freestyle e lo short track del 1992; dallo snowboard del 1998 allo sci alpinismo di Milano Cortina. Sono lievitate le discipline, le specialità. In questi Giochi 116 gare, 100 in più rispetto al 1924. Così si ammazzano le Olimpiadi. Che rischiano l’indifferenza.
Aldo Cazzullo rispondendo ad una lettera di un lettore sul Corriere ha descritto una Milano niente affatto pervasa dalla febbre olimpica: "…I Giochi stanno scorrendo via, confinati dentro i palazzetti, nell’indifferenza generale". Anche perché non è facile appassionarsi al curling e allo short track. Poi, si sa, noi siamo calciofili sfegatati, ognuno ultrà della propria squadra. Ebbene, inversamente ai successi olimpici il calcio nostrano rischia tra oggi e domani un clamoroso risultato negativo in Champions. E cioè quello di non avere nessuna squadra agli ottavi. Dal 2003-2004 ne abbiamo sempre avuta una. Poi succederà che Inter, Juve e Atalanta andranno avanti ricacciando indietro i gufi. Gli inglesi avranno ben 6 squadre su 16: Chelsea, City, Arsenal, Tottenham, Liverpool, già qualificate, più il Newcastle che ha battuto 6-1 il Qarabag all’andata dei play off. Può darsi che tedeschi e spagnoli avranno tre club. Noi siamo messi così, quinti nel ranking Uefa stagionale e in bilico per andare ai Mondiali. Ma tranquilli, da stasera c’è Sanremo.