L’ostinata determinazione con cui Sergio Mattarella invoca la tregua olimpica ("Che la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi") pare la classica vox clamantis in deserto, in un mondo dove la forza ha sostituito il diritto. La fiaccola olimpica sembra che accenda le micce dei cannoni invece di spegnerle. Nell’antica Grecia poteva succedere che i combattenti si fermassero. Nel mondo contemporaneo è accaduto per Sarajevo, c’erano le Olimpiadi di Lillehammer 1994, pochi giorni di stop all’eccidio durante l’assedio della città bosniaca. Il resto lo fa la retorica olimpica (e mondana) che batte la grancassa in vista di venerdì 6 febbraio, giorno della cerimonia di apertura di questi Giochi invernali di casa nostra, intrecciando zone rosse e tiratori scelti con cene di vip e influencer. Oppure l’ineluttabile Bocelli del “Nessun dorma” che sa di stracotto con Mariah Carey che non farà il Bad Bunny dei Grammy urlando: fuori l’Ice. Non si preoccupi, signora Carey, noi quelli lì, li accogliamo a braccia aperte.
A Milano verranno una cinquantina di leader politici. Ma c’è un problema: Emmanuel Macron non vuole stare vicino a James David Vance. Come faremo? E chissà se Tom Cruise siederà vicino a Laura Pausini. E le teste coronate che attirano sempre male parole sulle teste…? Tutti dovreste tributare una saluto e rendere grazie al vecchio San Siro che accoglierà per l’ultima volta tanta bella gente: forse già a fine maggio cominceranno a picconarlo come un qualsiasi palazzo abusivo. Scorreranno fiumi di parole false da volemose bene in un mondo che si guarda storto. Bisogna portare pazienza e aspettare gli atleti in gara. Ma anche loro si fanno la guerra, diffidate dei troppo buoni e dei proclami del barone de Coubertin che pure aveva qualche simpatia per il Führer. Dubitate dei campioni, nascondono segreti e magagne.
Così la dolciastra vigilia è diventata amara proprio per l’Italia. Che ha avuto lo sgradevole primato di avere un’atleta risultata positiva in un controllo antidoping fuori dalle gare. Si tratta di Rebecca Passler, biatleta altoatesina, positiva al letrozolo, un sostanza usata nei farmaci antitumorali che però può far aumentare il testosterone e quindi la forza muscolare. Ma se ne fa uso anche per mascherare l’assunzione di sostanze proibite come gli steroidi. L’agenzia antidoping (Wada) lo ha inserito nella lista delle sostanze “specificate” proibite. Di letrozolo si parlò per Sara Errani nel 2017 quando la tennista venne squalificata prima per due mesi e poi per altri otto. Lei riuscì a dimostrare che c’era stata una contaminazione alimentare (da buona bolognese aveva mangiato i tortellini preparati dalla mamma che usava un farmaco antitumorale). La Errani si è sempre proclamata innocente e vittima di una ingiustizia.
È anche vero che la lista delle giustificazioni è lunga e molto fantasiosa, dal Lipopill preso tanti anni fa da Peruzzi e Carnevale per annullare gli effetti di una cena sovrabbondante mai consumata, al cortisone di Borriello che doveva curare un’infezione dopo un rapporto sessuale con la sua fidanzata, la mitica Belen Rodriguez che rese ampia testimonianza dell’intimità salvando in qualche modo il suo moroso. Il biathlon – disciplina di sci nordico che comprende due prove: tiro con la carabina e lo sci di fondo – è venuto tragicamente alla ribalta alla fine dello scorso anno quando è morto, in Trentino, il norvegese Sivert Bakken che indossava una maschera ipossica, un dispositivo consentito che può simulare una quota di 7000 metri, dove la carenza di ossigeno stimola la produzione di globuli rossi per migliorare le prestazioni. Bakken si allenava per partecipare a Milano-Cortina. È ancora in corso un’inchiesta per capire che cosa abbia provocato la sua morte.
Sta di fatto che le vie del doping sono infinite. L’Italia peraltro risulta tra i primi Paesi al mondo per numero di positivi secondo l’ultimo rapporto della Wada del dicembre 2025 che riferisce i dati dell’anno precedente, il 2024. In testa l’India con 260 casi, poi la Francia con 91 e poi noi sul terzo gradino del podio. Un caso, quello della Passler, che infastidisce il Club Italia che vuole almeno una ventina di medaglie da questi Giochi. Già la vicenda del bambino lasciato in mezzo alla neve dal bus perché non aveva il biglietto rincarato per le Olimpiadi ha fatto cattiva pubblicità alla rassegna. Se la sono presa con l’autista che ha fatto scendere il bambino. Con l’ultima ruota del carro. E chi ha deciso i rincari – poi rientrati proprio in seguito alla vicenda – sta al sicuro, nessuno lo toccherà. Il bambino verrà anzi ospitato alla cerimonia di San Siro.
Italiani, brava gente. Chi doveva essersi dopato senza alcun dubbio è quel gentleman che ha tirato il petardo che ha frastornato il portiere della Cremonese, Emil Audero, all’inizio del secondo tempo di Cremonese-Inter. L’imbecille è iscritto all’Inter Club di San Marino che ora lo caccia. Marotta ha detto che non lo faranno più entrare a San Siro e vorrei vedere. Si è anche ferito seriamente due falangi di alcune dita perché, non contento di aver lanciato la prima botta, ci ha provato con una seconda ed è lì che si è fatto male. Applausi al portiere della squadra grigiorossa, Audero, che non ha fatto scena in un campionato dove tutti simulano anche se si viene sfiorati da un soffio. Quello che resta sempre un po’ oscuro è come mai io non posso portare dentro lo stadio una bottiglietta d’acqua e questi signori invece riescono ad entrare con un arsenale e nessuno li ferma. Mistero.