CARO SPORT
MA QUANTO
MI COSTI?

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A vedere Inter-Napoli a San Siro, il big match dei piani alti della classifica, c’erano 72.567 spettatori. Incasso tra i 5,5 e i 6 milioni di euro. Nel derby di novembre con il Milan, di spettatori ce ne stavano 75.562 e nelle casse nerazzurre entrarono più di 8 milioni e mezzo. I prezzi dei biglietti di domenica sera non erano alti come quelli della partita contro i rossoneri ma andavano, secondo il sito ufficiale dell’Inter, dai 49 euro del terzo anello (79 per i Plus) ai 270 (320) delle poltroncine rosse centrali con larghe fette dello stadio a prezzi oltre i 150 euro. Non proprio bruscolini.

Oltre il carovita, c’è il carosport. Faccio degli esempi: qualche settimana fa segnalavo gli Europei maschili di pallavolo in Italia e una partita inaugurale, Italia-Svezia, che si giocherà il 10 settembre in piazza del Plebiscito a Napoli. Un evento che ricalca un po’ quello che si tenne tre anni fa all’Arena di Verona per l’Eurovolley delle ragazze. Dopo l’Arena, un altro palcoscenico spettacolare. Giacché il botteghino in carne ed ossa non esiste quasi più, quello online di Ticketone dice - oggi a otto mesi di distanza - che non ci sono più i biglietti meno cari e quindi dovrei acquistare un tagliando Gold della Tribuna Vip – ho cliccato su Fila 8, posto 8 - che costa 251,50+37,72 di commissioni, totale 289,22 euro. Lo sapete, con le piattaforme di biglietteria online succede così, bastano pochi giorni e i preziosi ticket, Sim Sala Bim, spariscono. Per poi, Sim Sala Bim, riapparire. Siccome con i vip ho avuto sempre scarsa familiarità, ho chiesto un po’ in giro il costo degli altri posti. E i prezzi sono questi: dai 69 euro (tra 60 euro di costo puro del biglietto e 9 euro circa tra prevendita e commissioni) del posto più economico ai 282 euro delle seggiole di pelle umana dei vipponi, con in mezzo i 102,00 euro delle varie tribune e i 260 del parterre. Un salasso.



I posti disponibili nella piazza simbolo di Napoli, davanti a Palazzo Reale, saranno in tutto 5.500 (1000 sono per i tesserati al prezzo di 25 euro). Il San Carlo è lì a due passi: il Nabucco che andrà in scena tra qualche giorno costerà un po’ più di 95 euro nei palchi centrali, la balconata invece 42,44. Una poltronissima per vedere la Bohème nell’aprile prossimo viene poco più di 137 euro, un palco centrale 106 e rotti, la balconata sempre sui 42 euro. È vero anche che per i grandi allestimenti lirici i prezzi salgono vertiginosamente, dagli 800 euro circa delle poltronissime ai 400 euro di un palco centrale di prima fila nel caso del teatro napoletano. Per vedere l’Italvolley contro la Grecia al PalaPanini di Modena si pagherà di meno: dai 201,50 euro dei posti Gold ai 46,50 dei posti categoria 3. C’è un po’ di imbarazzo nell’ambiente: "Il nostro è uno sport per i giovani, per le famiglie", si osserva. Ma le Federazioni internazionali hanno spinto per ritoccare, già da tempo, i prezzi di queste manifestazioni. La tesi è che nei palazzetti si fa entertainment, spettacolo, come impone il modello dell’ Nba.



Il basket cerca di contenersi (poi vedremo quando arriverà l’Nba, sempre loro). In una piazza storica come quella bolognese una partita di cartello di Serie A può costare poco più di 38 euro in gradinata e oltre 88 euro nella tribuna centrale con sconti per gli under 21 e gli abbonati. Ma è nel tennis che ti vengono le vertigini. Il listino prezzi delle prossime Finals di Torino fissa in 116,00 euro un posto in galleria 2 nella Tribuna ovest/est in un match diurno di domenica 15 novembre; il parterre invece è offerto alla misurata cifra di 335 euro. Nella serale di sabato 21 novembre, penultimo giorno della manifestazione; se volessi andare a sedermi su una poltroncina di parterre della Tribuna Nord/Sud della Platea 1 della Inalpi Arena dovrei sborsare 711,00 euro; lo stesso posto per la finale mi costerebbe invece 1.389,00. Mentre il postaccio da pezzente in galleria verrebbe soltanto 479,00 euro. Un abbonamento al parterre arriva fino a 4.995 euro; alla Galleria 1 della Tribuna Ovest/Est a 2.155,00. E pare che i biglietti siano già esauriti.

Restando a Torino, la Juve per la partita all’Allianz Stadium del 25 gennaio contro il Napoli chiede 65 euro per i sediolini più popolari fino ai 225 euro per la tribuna; nella stessa giornata la Roma incontra il Milan all’Olimpico, un’altra partita di cartello, e la Curva Sud costa 69,00 euro, i Distinti 78,00, la Tribuna Tevere centrale 173,00 , la Tribuna Monte Mario dai 118,00 ai 246,00 euro. Oramai andare a vedere una competizione sportiva è un privilegio riservato a quella larga fetta di popolazione che non ha problemi economici. I dati dicono ad esempio che in questo campionato di Serie A gli stadi non sono mai stati così pieni negli ultimi 30 anni. Non a caso nell’ultimo rapporto SIAE si legge che nel 2024 più di 38 milioni di spettatori hanno affollato stadi, palazzetti, campi di tennis per una spesa di oltre 829 milioni di euro.



A Milano sono aumentati gli spazi per la cosiddetta hospitality: salottini, aperitivi e hostess. È vero che siamo anche un popolo di scrocconi ma quegli spazi sono sempre pieni. Poi si legge anche che, secondo il Report calcio 2025 (fonte Il Napolista), i ricavi da ingressi allo stadio, al 30 giugno 2024, sono appena l’11% del totale dei ricavi. Le società ottengono di più dai diritti tv (38%), dalle sponsorizzazioni (22%), dalle plusvalenze (11%) e da altri proventi (12%). Timothy Weah, l’attaccante ex Juve ora al Marsiglia, guardando i prezzi del prossimo Mondiale del pallone che si giocherà anche a casa sua negli Stati Uniti, ha detto che è rimasto deluso per i costi: "Il calcio deve rimanere un piacere per tutti. È lo sport popolare per eccellenza". Già, ma a chi appartiene oggi il calcio? Ai modelli del capitalismo moderno. Il popolo dei tifosi non serve proprio più. E tu mastica e sputa.

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