EVENTIFICIO MILANO
FRULLATORE SENZA SAPORI

Venerdì scorso intorno alle 19.30 un corteo di mezzi della polizia e di auto di scorta ha girato da via Cusani in via Broletto aprendo la strada al vecchio tram modello Carrelli 1504, l’orgoglio di Milano, che avanzava festoso verso piazza Cordusio. In bella vista, al posto del numero, la scritta G7. A bordo, pensiamo, se non i ministri, certamente i notabili del vertice internazionale dedicato ai trasporti e alle infrastrutture in corso dal giovedì a Palazzo Reale. Siamo invece certi che le forze dell’ordine siano state mobilitate in massa solo in parte per ragioni di sicurezza. La questione vera era riuscire a muoversi nel traffico infernale di una città impazzita sotto il peso della preparazione dell’imminente Salone del Mobile, dello svolgimento della fiera MiArt e dell’arrivo di ministri e delegazioni diplomatiche da ogni parte del mondo.

Il Salone del Mobile, la principale fiera di settore nel mondo e la più importante manifestazione fieristica italiana, da tempo attrae ogni genere di iniziativa privata e pubblica intenzionata a sfruttarne la potenza mediatica e il mostruoso giro di affari. Ma questa sorta di corsa all’oro negli ultimi anni si è trasformata in un delirio senza senso. Tanto che il 5 aprile scorso Artribune.com, sito di riferimento nel mondo dell’arte, si è espresso con estrema chiarezza e con un titolo inequivocabile: Biennale e Salone del Mobile nelle stesse date. “Che gran cazzata!”: parlano gli uffici stampa. E questo il sommario: Ma come si può sovrapporre i maggiori eventi culturali in Italia? L’opinione di sette uffici stampa e le difficoltà causate al loro lavoro, ai giornalisti e agli operatori del settore dalla concomitanza di Biennale d’arte di Venezia e Salone del Mobile a Milano. Un “derby diabolico”.

(Taglio del nastro al Salone - foto di Francesco Rucci)

Come si spiega nel pezzo, “Il mese di aprile vede la coincidenza di alcuni dei più importanti eventi del calendario non solo italiano ma internazionale dell’arte e della creatività. L’opening della Biennale Arte di Venezia (16-20 aprile) coincide con il Salone del Mobile (16-21 aprile), anticipato di pochi giorni e negli stessi territori dal Miart (12-14 aprile), a Milano, e dal Vinitaly (14-17 aprile) a Verona. In almeno tre di questi eventi i pubblici sono analoghi, ma le sovrapposizioni sono notevoli su tutti e quattro gli eventi. Che ripercussioni ha tutto questo sulla gestione delle uscite stampa e sull’organizzazione del lavoro? E sui costi del lavoro? Sulla logistica? Sugli investimenti delle aziende e sugli eventi da organizzare?”.

Le ripercussioni milanesi sono immaginabili da chiunque si sia trovato a passare dalla città nell’ultima settimana. Ci si era finalmente liberati dalla perversa sovrapposizione tra il Salone e la Milano Marathon, per anni imposta la domenica antecedente il Salone come fosse una delle grandi coppie della storia, Cesare e Cleopatra, Tristano e Isotta, Dante e Virgilio... E ora Miart e soprattutto il G7. Una scelta assurda. Ma Milano non ha battuto ciglio. In un meccanismo compulsivo che ormai ricorda molto un comportamento alimentare bulimico, l’Amministrazione non rifiuta nulla e anzi chiede sempre di più. E proprio come nella bulimia, gli esiti possono essere distruttivi. Che cosa sia diventata oggi Milano si fatica davvero a comprendere. E si resta male, anzi malissimo, alla notizia che i lavoratori dell’ATM hanno rinunciato allo sciopero in solidarietà dei morti della centrale elettrica di Suviana e di tutti i caduti sul lavoro per lasciar svolgere il G7. Nella Milano dello sciopero dei tramvieri che paralizzò il trasporto pubblico della città dal 2 al 4 marzo del 1944 rendendo l’astensione dei lavoratori delle fabbriche uno sciopero generale che diede alla resistenza italiana contro il nazifascismo la forza della lotta operaia insieme a quelle partigiana, fa molta impressione. Certo il prefetto avrebbe impedito lo sciopero comunque, ma proprio l’argomento del G7 di Milano, dedicato a trasporti e infrastrutture, non avrebbe dovuto anzi amplificare l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori di questo settore? Il senso della responsabilità ha impedito lo sciopero, ma il diritto di parlare e manifestare che cosa lo ha imbavagliato?

(Il Salone di Milano - foto di Alessandro Russotti)

La città degli eventi e delle settimane dedicate a qualunque cosa, pure al gelato, come un immenso e rumoroso frullatore trita tutto insieme, a prescindere dalla sua natura, dalla sua importanza e dalla sua consistenza. Persino il grande problema dell’urbanistica milanese, da settimane paralizzata da una serie di inchieste della magistratura su diversi abusi edilizi, finisce nel grande eventificio senza una riflessione, un dibattito, una parola sensata da parte dell’amministrazione, degli operatori e delle teste pensanti. L’importante è ripartire. Sala, proprio in occasione del G7, ha incontrato il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Salvini, e insieme hanno annunciato la norma salva-Milano nel decreto sul condono edilizio che il governo sta preparando. La bulimica Milano inghiottirà anche questa. Ma ormai si fatica a scacciare dalla mente l’immagine del ripugnante e obesissimo Mr Creosote, geniale e amara invenzione dei Monty Python per il loro film Il senso della Vita.

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