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Arroccato in cima al borgo antico di Palombara Sabina, il Castello Savelli - o Savelli Torlonia, dal nome degli ultimi proprietari privati - è una delle strutture difensive più imponenti del Lazio. Occupa un totale di circa 10.000 metri quadrati, anche se solo una parte è visitabile. Le prime tracce risalgono al 1064, anno in cui viene menzionato nel Regesto Sublacense, il registro dell'abbazia di Subiaco. Ma il nucleo originario fu quasi certamente edificato tra il IX e il X secolo, rocca difensiva contro barbari e saraceni. Nelle lotte fra papato e impero il castello di Palombara fu un luogo strategico per il controllo dell'area sabina. In mano ai Crescenzi-Ottaviani fu più volte ampliato; intorno al 1250 fu ceduto a Luca Savelli, nipote di Papa Onorio III, e assunse il nome che porta ancora oggi.
I Savelli erano una potente famiglia dell'aristocrazia romana: nel corso dei secoli ebbero tre papi — Onorio III, Onorio IV e Lucio III — e Palombara stessa si espanse da trecento a quasi duemila abitanti. Fra il Duecento e il Trecento trasformarono il maniero più volte. L'aspetto rimase però - allora e nei secoli a venire - coerentemente medievale, grazie all'uso costante delle stesse tecniche edili e degli stessi materiali da costruzione locali.















Dopo un interregno degli Orsini, il castello tornò nelle mani dei Savelli nel 1508. L'anno dopo i fratelli Troilo (1465 - 1517) e Giacomo (morto nel 1541) si divisero il patrimonio familiare scegliendo entrambi Palombara come dimora principale. Si stabilirono nei due palazzi che costituiscono le "ali" del maniero e che ancora oggi portano i loro nomi: è intorno ai due edifici che ruotano le visite guidate alla struttura, che si arricchì di trasformazioni e abbellimenti rinascimentali - fra cui opere della scuola di Raffaello - divenendo un palazzo baronale. Il lungo dominio dei Savelli si concluse nel 1637, quando il tracollo economico della famiglia li costrinse a cedere il feudo ai Borghese. Nel 1893 il passaggio ai Torlonia. Nel 1949, infine, ai Cesarini Sforza. Nel 1971 l'amministrazione comunale di Palombara Sabina acquistò l'intera struttura restituendola alla comunità dopo quasi un millennio di proprietà privata.
Le visite al castello offrono oggi, pur nella coerenza visiva, una affascinante stratificazione di quasi mille anni di interventi architettonici. Il complesso comprende tre palazzi, il Palazzo di Troilo, il Palazzo di Giacomo e il Palatium degli Ottaviani (X-XI sec.) e tre corti, tra cui quella grande, centrale, con pavimentazione in pietra e pozzo. Ci sono poi una cappella privata con crocifisso ligneo e quattro torri, tra cui la imponente Torre di Guardia, che è il cuore del tour. Alta 36 metri, offre dalla cima un vero e proprio spettacolo paesaggistico: l'intera vallata, da Tivoli e la via Tiburtina fino a Roma e le aree limitrofe alla Via Salaria.
Al castello Savelli si entra esclusivamente con guida: non è consentito l'accesso autonomo agli ambienti interni. Le visite sono gestite dalla società I Castellani, che mette a disposizione ottimi anfitrioni, specialisti in storia medioevale, e artigiani capaci di riprodurre fedelmente armi e vestiti del Medioevo. La visita include una accurata descrizione della storia dei fratelli Savelli e dei vari ambienti, con una interessante sala d'armi e affreschi ancora in parte conservati. I tour si svolgono in genere solo nei fine settimana, e durano circa un'ora. In particolari occasioni vengono organizzate ricostruzioni in costume a attività legate alle tradizioni della Sabina.