GIAPPONE, IMPERO MASCHILE
A RISCHIO ESTINZIONE
UNA LEGGE PER 'ADOTTARE'
NUOVI CANDIDATI
Che la famiglia imperiale giapponese stia esaurendo i candidati alla successione - ma anche i componenti in grado di ottemperare a doveri di rappresentanza pubblica - è argomento dibattuto da vari anni. Nel 2024 fu lo stesso imperatore Naruhito a mettere in guardia contro i rischi dell’invecchiamento. La polemica - niente affatto folkloristica, anzi centrale nel diritto pubblico giapponese e rilevante per la stessa sopravvivenza della monarchia costituzionale, torna di attualità ora che il Parlamento giapponese ha avviato il dibattito su una proposta di legge che consentirebbe alla famiglia imperiale di adottare i parenti maschi di rami collaterali della dinastia, esclusi nel dopoguerra dalla successione.
Il problema della sopravvivenza si pone infatti perchè il diritto al trono del Crisantemo appartiene oggi esclusivamente ai discendenti maschi, e non solo: quando le donne di famiglia sposano un cittadino comune perdono anche il titolo imperiale, e la prerogativa di svolgere attività istituzionali. Ci sarebbero, naturalmente, altre soluzioni decisamente più ‘aperte’: per esempio la primogenitura assoluta e l'accettazione di una successione anche matrilineare. Ma è proprio su questo punto, la grande cautela della maggioranza parlamentare, che si è riaccesa la polemica.
Il piano – ha scritto il “New York Times” in una corrispondenza firmata da Kiuko Notoya, Javier C. Hernández e Hisako Ueno – suscita infatti le proteste di funzionari, commentatori e attivisti giapponesi per i quali bisognerebbe consentire alle donne di regnare come imperatrici, idea che stando ai sondaggi pare godere del sostegno di una gran parte dell' opinione pubblica. “Molti cittadini vogliono un'imperatrice”, ha dichiarato al NYT Kiyomi Tsujimoto, parlamentare del Partito Democratico Costituzionale. “Ogni giorno su questo ho persone che mi fermano per strada”. L’ ipotesi però contrasta con l'opinione conservatrice e anche della premier Sanae Takaichi, prima donna a guidare un governo giapponese, che è per mantenere la linea esclusivamente maschile.
Il declino demografico del Giappone – ricorda ancora il quotidiano statunitense nella sua analisi - ha toccato quasi ogni aspetto della società, compresa la monarchia. La famiglia reale è oggi composta da sole 16 persone — cinque uomini e undici donne — circa un quarto in meno rispetto al 1990. Questo rende difficile per la famiglia anche assolvere ai doveri pubblici, come le visite all'estero e cerimonie di corte. Quanto agli eredi al trono sono solo tre contro i sei di una generazione fa: il principe Hitachi, lo zio novantenne di Naruhito; il principe ereditario Akishino, fratello sessantenne dell'imperatore; e il principe Hisahito, nipote diciannovenne di Naruhito. Il paradosso è che Naruhito stesso e l’imperatrice Masako hanno una figlia, la principessa Aiko, 24 anni, al momento tagliata fuori dalla successione.
Ma chi sono i ‘candidati’ alle adozioni? Dopo la Seconda guerra mondiale, la Costituzione del 1947, imposta dal generale Douglas MacArthur, costrinse alla rinuncia allo status reale alcuni rami collaterali, così riducendo drasticamente i componenti imperiali rispetto ai 67 di quell'anno. La novità di oggi sarebbe reintegrare i discendenti maschi nella famiglia. Sebbene non sia ancora chiaro come verrebbero selezionati né quanti sarebbero idonei, proverrebbero con ogni probabilità – conclude il NYT - dalle famiglie “Kuni, Higashikuni, Kaya e Takeda”. Persone che conducono oggi una vita comune in vari ambiti della società giapponese e che si ritroverebbero proiettate in un attimo a un passo dal trono.
Redazione