JIMMY KIMMEL
TORNA IN ONDA
"DIFENDIAMO LA LIBERTÀ
DI ESPRESSIONE"

È tornato Jimmy Kimmel. Ieri sera, martedì 23 settembre (questa notte in Italia) il talk show “Jimmy Kimmel Live” ha ripreso le trasmissioni, anche se non tutte le emittenti del network ABC lo hanno mandato in onda, e le tv dei gruppi Nexstar Media e Sinclair continuano il boicottaggio.

Kimmel ha esordito con un "Dove eravamo rimasti, prima che ci interrompessero?", scherzando sulla sospensione inflitta dalla Walt Disney Company, proprietaria della ABC, dopo le minacce da parte del presidente della FCC (l'Agenzia federale Usa che presiede alla comunicazione) Brendan Carr contro lo show e le emittenti che lo mandano on air. Il boicottaggio popolare minacciato contro Disney e il suo gruppo di broadcasting da 400 celebrità e milioni di comuni cittadini ha prevalso sull'anatema politico di Trump e del movimento MAGA .



Proprio a Brendan Carr il conduttore finito nel mirino della destra Usa ha rivolto un attacco diretto, dandogli del mafioso - citazione dal senatore repubblicano Ted Cruz - dopo una appassionata difesa del diritto di parola e della libertà di espressione e di stampa che - ha detto fra l'altro - "sono l'America". E su Trump: "Quasi quasi mi dispiace per lui. Ha fatto del suo meglio per cancellarmi e il risultato è che ha spinto milioni di persone a guardare il mio show. Davvero un bel boomerang... Chissà, forse ora renderà pubblici gli Epstein files per distrarci da quest'altra faccenda."

Sfottò anche per la Disney, che aveva ceduto alle minacce di Carr: "Tanti di voi mi hanno chiesto se questo mio ritorno è soggetto a qualche condizione in particolare. Per la verità una c'è. La Disney mi ha chiesto di leggervela, e eccoci qua: 'Per riattivare i vostri account Disney Plus e Hulu aprite la vostra app Disney plus su smart tv o altro device...'. Poi però per la Abc e la Disney corporation arrivano da Kimmel anche grandi ringraziamenti: "So che riattivare lo show li mette a rischio, perchè c'è un presidente degli Stati Uniti che vuole licenziare me e le centinaia di persone che lavorano allo show... pensate un po', abbiamo un presidente che vuol mandare all'aria il sostentamento di centinaia di famiglie - che non guadagnano milioni di dollari - solo perchè non accetta che su di lui si possa scherzare".



Kimmel ha anche elencato gli altri titolari di one-man-show, da Jimmy Fallon a Seth Meyers passando per Stephen Colbert, della cui trasmissione è stata già annunciata la chiusura, tutti nel mirino della Casa Bianca: "Trump non si fermerà - ha detto -. E non si tratta solo di noi che facciamo ridere. Ha messo nel mirino anche i giornalisti, fa loro causa, li bullizza. Nel week end quel furbetto del suo amico, Hegseth, ha annunciato nuove policy secondo le quali i giornalisti che si occupano del Pentagono dovranno firmare un accordo in cui giurano di non diffondere informazioni il cui rilascio non sia stato esplicitamente autorizzato, incluse quelle non classificate. La verità è che vogliono scegliere loro quali debbano essere le notizie... ma avere una stampa libera è importantissimo, e sarebbe da matti trascurare l'argomento".

Nel finale del monologo lo stand up comedian di Abc si è commosso ricordando il perdono concesso dalla vedova Carr all'assassino del marito: "Questo - ha detto - è l'esempio che dovremmo seguire. Se si crede negli insegnamenti di Gesù - e io ci credo - ecco la strada: un generoso atto di grazia, il perdono di una vedova in lutto. Un gesto che mi ha toccato nel profondo. Spero che sia ciò che resterà della tragedia che abbiamo vissuto".

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