MIGLIAIA IN STRADA
ALL'IFTAR DEL RAMADAN
LA MAXI-TAVOLATA
DEL CAIRO

(Foto dell'Iftar di Matarya da Facebook)

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Chi dovesse trovarsi al Cairo durante il Ramadan potrebbe approfittare per assistere a una delle tradizioni più incredibili della gigantesca capitale egiziana: l’Iftar al Matarya. Ovvero: la cena che rompe il digiuno durante il mese sacro dell’Islam nella zona di Matarya, un reticolato di strade e vicoli che si estende tra Shubra a ovest (il celebre quartiere popolare dove sono nati e vissuti personaggi famosi come Omar Sharif o Dalida) e l’area dell’aeroporto internazionale a est. Case popolari che si alternano a edifici di pregio, senza soluzione di continuità: un alveare di alloggi che si susseguono a perdita d’occhio.


(L'area di Matarya)


Un paio d’ore prima del tramonto i ragazzi cominciano a calare dai balconi tavoli, sedie e vettovaglie, fino a formare una tavolata che supera i 10 chilometri e che occupa il corso principale e si ramifica nelle traverse. I posti a sedere hanno raggiunto quest’anno quasi il milione. Quando inizia l’ora della cena le famiglie portano il cibo cucinato in giornata e allestiscono il desco. Ogni nucleo prepara una cinquantina di pasti: alcuni fatti dalle massaie, altri da veri cuochi professionisti che vanno volontariamente a cucinare per l’evento.


(foto da Arab News)


Ci si siede uno accanto all’altro: giovani e vecchi, ricchi e poveri, donne e bambini, musulmani e cristiani. Mentre l’imam chiama alla preghiera che annuncia la fine del digiuno, anche le chiese cristiane vicine sciolgono le campane e suonano i rintocchi dell’Iftar. Non c’è nulla di intimo, nulla di riservato in questo rito: anzi, tutto dev’essere condiviso con i vicini di casa, con i parenti stretti e quelli alla lontana, con gli amici e infine anche con gli sconosciuti. È tradizione, infatti, fermare gli automobilisti che passano nelle strade adiacenti – di solito diretti all’aeroporto - e invitarli (anzi, obbligarli) a scendere per sedersi a tavola.


(Screenshot da Instagram)



(Screenshot da Instagram)


Chi non ha tempo, prende un pasto in macchina. I copti si uniscono volentieri al rito musulmano e sono i benvenuti. Gli appartamenti della zona restano aperti e senza controlli: per i residenti non ci sono ladri durante il mese sacro. Negli anni i turisti hanno cominciato a scoprire l’evento, e in molti si presentano all’ora di cena. Basta passare di lì e cercare un posto libero. Si può anche scegliere tra diversi menù: basta chiedere dove si serve il pesce, oppure il pollo o la carne. Di solito ogni famiglia lascia qualche sedia vuota per far sedere i passanti. Quest’anno tra gli ospiti anche consoli stranieri: la console tedesca con la famiglia – che si è esercitata a avvolgere gli involtini di riso nelle foglie di vite - e i suoi colleghi spagnolo e francese.


(Anche lo staff dell'ambasciata tedesca ha partecipato ai preparativi - foto da Egypt Today)


Mentre le donne cucinano, sono gli uomini che si occupano dell’allestimento dei tavoli, e durante la cena spetta sempre a loro fare i camerieri. Se in una famiglia non ci sono figli maschi, i vicini di casa pensano al servizio. Con le nuove tecnologie, ospiti fissi sono diventati gli youtuber di tutto il mondo, che riprendono e rilanciano ogni momento del pasto, fino alla conclusione a notte inoltrata, quando una serie di fuochi di artificio annuncia la fine della cena più grande del mondo. Così il rito collettivo dell’Iftar procede sera dopo sera, per trenta giorni, anche in questo Ramadan di sangue, con i telefonini bombardati da immagini di morte e devastazione da Gaza, da Beirut e dall’Iran.

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