Gli abitanti delle Twin Cities (Minneapolis-St Paul) e dei sobborghi condannano quasi all’unanimità l’azione repressiva dell’Ice e di Trump: in un sondaggio NBC/KARE 11/Minnesota Star Tribune, i due terzi degli intervistati giudica “eccessive” le tattiche della polizia federale anti-immigrazione, percentuale che sale all’82% nelle due metropoli. Nei principali sobborghi - Anoka, Carver, Dakota, Hennepin, Ramsey, Scott e Washington counties – il tasso di contestazione scende al 71%, resta comunque altissimo.
Secondo la rilevazione i cittadini di orientamento indipendente, non legati cioè ai due partiti storici, si stanno avvicinando alle posizioni dei Democratici: segnale preoccupante per i Repubblicani, che puntano a vincere nel midterm la corsa per Governatore – sarebbe la prima volta negli ultimi vent’anni - e a ribaltare gli equilibri nello stato del Minnesota. Ma quasi il 60% degli intervistati in tutto lo stato al momento disapprova, “moderatamente” o “con forza”, la gestione dell'immigrazione da parte di Trump, e nutre dubbi sulla correttezza delle indagini federali sulla morte di Renee Good e Alex Pretti.
Intanto, mentre un gruppo di esperti dell’Onu chiedeva un’indagine sulle morti a Minneapolis delle scorse settimane, e nonostante lo 'Zar dei confini' Tom Homan abbia annunciato che l'operazione Surge è "conclusa" e che un significativo numero di agenti sarà ritirato in settimana, le cronache di quotidiani e tv statali e gli account social di giornalisti e cittadini del Minnesota raccontano ancora uno stato d’assedio che non allenta la morsa. Agenti in borghese dell’ICE compiono irruzioni improvvise, nelle strade ma anche nelle hall degli ospedali. Le auto civetta dei federali, avvistate e segnalate dagli ‘observer’ anti-Ice, a volte girano senza targa. Ieri un inseguimento a 120 all’ora nelle strade del centro di St Paul, dove il limite di velocità sarebbe di 40, ha provocato un incidente che poteva finire in tragedia. Una berlina nera senza contrassegni era alla caccia di una Toyota Prius rossa, l’incidente ha coinvolto altri due veicoli e ha provocato due feriti. Il sindaco di St Paul Kaohly Her ha contestato le azioni “sconsiderate” dell’Ice. Gli ospedali segnalano un costante arrivo di feriti per scontri con le forze federali, e sul personale medico aleggiano “paura e intimidazione”.
L’esasperazione popolare si è indirizzata anche contro uno dei maggiori brand della grande distribuzione, Target: ieri, “Giornata d'azione” nazionale, davanti alle filiali si sono tenute veglie. Le chiese e i leader della comunità chiedono che l'azienda, che ha sede a Minneapolis, prenda pubblicamente posizione contro l'“Operazione Metro Surge” e si impegni a vietare l'accesso agli agenti federali che non hanno mandato giudiziario. L'escalation riflette una pressione crescente sui privati perché proteggano dipendenti e clienti. Il fronte della ‘resistenza’ può contare anche su una significativa vittoria. Il giudice capo della Corte distrettuale federale Patrick Schiltz, un conservatore, è tornato su una sua recente ordinanza che hanno frenato la detenzione illegale di residenti e gli hanno valso la accusa di "progressismo". Schiltz, che già aveva minacciato di convocare i vertici dell’ICE , e altri giudici, hanno emesso quasi 100 ordinanze che sono state ignorate dagli agenti sul campo. Le sentenze in ogni caso sono un importante deterrente, e almeno in parte garantiscono che i requisiti del giusto processo in Minnesota non possano essere aggirati.
Redazione