Sono passate due settimane e un giorno da quando Greg Bovino, il "comandante generale" delle forze anti-immigranti, è stato rimosso dall'incarico e rispedito dov'era prima. Molti in Minnesota pensavano con un certo ottimismo, all'inizio, che questo avrebbe migliorato la condizione della comunità, assediata da dicembre dalle forze federali. Bovino è stato sostituito da Tom Homan, lo "Zar dei confini" della Casa Bianca, che ha proclamato di voler ridurre il numero degli agenti attualmente all'opera nelle strade del Minnesota.
In un incontro con il governatore Tim Walz Homan ha dichiarato di voler aprire un dialogo permanente. Una delle sue promesse è stata la riduzione del numero di agenti federali da 3.000 a 2.300. Un'altra, la volontà di collaborare in qualche forma con l'indagine statale sugli omicidi di Renee Good e Alex Pretti da parte dei federali il mese scorso. La riduzione degli agenti, ammesso che sia effettivamente avvenuta, non ha però portato alcun miglioramento apprezzabile allo stato di cose sul campo nell'area di Minneapolis. Agenti mascherati — in alcuni casi in abiti civili - continuano a effettuare ogni giono sequestri di persone. In particolare, i cosiddetti 'osservatori' anti-ICE vengono arrestati con le stesse modalità aggressive, se non peggio, di prima. Gli arrestati e i fermati raccontano di essere stati minacciati di essere inseriti in una lista di controllo, una sorta di database.
Un caso, verificatosi il 10 febbraio, è particolarmente inquietante: uomini in borghese hanno prelevato una persona direttamente all'interno di una struttura governativa (Hennepin County Government Center, ndr) davanti a dozzine di testimoni. Non è chiaro se l'uomo avesse in corso una pratica di legalizzazione al momento del sequestro, ma ci sono molti precedenti in tutto lo stato di persone prelevate prima o dopo aver partecipato a udienze in tribunale.
A questa condizione di oppressione e all'aggressione da parte del governo federale la gente del Minnesota continua a opporsi in vari modi. Proteste pacifiche massicce durante i fine settimana, proteste minori che nascono spontaneamente in città. Luoghi anche inaspettati si trasformano in organizzazioni di mutuo soccorso. È il caso di un negozio di articoli per adulti, 'The Smitten Kitten', diventato punto di riferimento ad Uptown, nella zona sud di Minneapolis. Il negozio è ora quasi interamente occupato da cibo e altri materiali di sostentamento che hanno preso il posto dei giocattoli sessuali. Anche i dipendenti del negozio raccolgono fondi per sostenere i membri della comunità con il pagamento dell'affitto o altre necessità, e coordinano l'azione di osservatori anti ICE.
Nonostante i tentativi dell'amministrazione Trump di intimidire i cittadini per costringerli a restare a casa, più di 30.000 persone hanno partecipato a corsi di formazione da osservatori. Si prevede che il numero crescerà rapidamente, a mano a mano che aumenteranno le offerte formative. La campagna di terrore dell'ICE non si ferma, ma l'azione di controllo da parte dei cittadini servirà a creare la documentazione per future indagini e procedimenti contro gli uomini che stanno calpestando diritti e dignità delle nostre comunità.