Quando si parla di aree interne, il primo pensiero va all’immagine di un piccolo agglomerato di case attorno a un vecchio campanile, più o meno in alta collina con al massimo una bottega. Ma le aree interne non sono solo quelle lontane dal mare e neppure necessariamente povere, come l’immaginario suggerisce. Sono ricche di risorse ambientali e culturali, grazie a processi secolari di antropizzazione. Per chiarire il concetto, si tratta di comuni più periferici in termini di accesso ai servizi essenziali (salute, istruzione, mobilità e copertura digitale).
A Capestrano (AQ), in Abruzzo, la cooperativa 'Il Bosso' lavora da 25 anni nel settore dell’ambiente e del turismo, costruendo progetti che hanno l’obiettivo di diffondere la sensibilità ecologica, promuovere la conoscenza del territorio e il turismo sostenibile.
L’ultimo è il progetto ASTRI (Agricoltura Sociale Turismo e Rinascita), con una sezione dedicata ai Paesi Narranti, finanziato dal GAL (Gruppo di Azione Locale) Gran Sasso-Velino, previsto nel piano di sviluppo ‘Distretto del ben vivere’. Si sviluppa su un territorio di quindici comuni dell’aquilano: Capestrano, Ofena, Villa Santa Lucia, Castel del Monte, Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Barisciano, San Pio delle Camere, Prata D’Ansidonia, Caporciano, Navelli, Carapelle, Castelvecchio Calvisio, Collepietro e San Benedetto in Perillis. I Paesi Narranti, come suggerisce il nome, è il racconto delle comunità; piazze, vicoli e chiese, natura e persone, suoni, saperi e sapori. Paesi che negli ultimi anni sono stati depauperati dei servizi essenziali mettendo a dura prova chi ha scelto di viverci.
L’iniziativa vuole raccontare il territorio senza filtri; indagare le opportunità e i punti critici, con un occhio rivolto all’arte nascosta tra le pieghe comuni, anche con la narrazione della cucina tradizionale.
“Il Bosso è una cooperativa di dieci soci che in estate si avvale di 150 collaborazioni. La nostra sede operativa è a Capestrano (AQ), nella valle del Tirino. Lavoriamo nell’ambito del turismo e della progettazione ambientale”, racconta Filomena Spagnoli responsabile della progettazione del gruppo e referente del progetto ASTRI.
“Il progetto ASTRI - spiega - conta diverse attività: da quella con le scuole per l’educazione ambientale (abbiamo accolto 40 classi provenienti da tutto l’Abruzzo per trascorrere una giornata su questi territori) all’agricoltura sociale per categorie protette e meno fortunate, a una serie di workshop in presenza, con una parte in ambiente e una in cucina. Dieci incontri gratuiti destinati a persone socialmente svantaggiate e/o a rischio di esclusione sociale.”
“L’altra sezione” - prosegue Spagnoli - “è dedicata appunto ai Paesi Narranti: un progetto che realizziamo da diversi anni e per il quale abbiamo registrato il marchio, così da renderlo strutturato e mantenerlo nel tempo.”
I 15 comuni vengono raccontati in maniera un po' inconsueta: non solo con i classici video per quel che di bello c’è da vedere, ma facendo parlare le persone. Con la partecipazione della cittadinanza, per ogni comune sono state selezionate le storie più rappresentative; quelle di chi ha scelto di rimanere e quelle di chi è tornato o di chi è arrivato senza avere radici in questi luoghi, indagando i motivi che le hanno spinte a restare.
Filomena Spagnoli, con Paolo Setta, direttore del settore turismo, e Mirco, hanno raccolto le testimonianze. La presenza di Mirco, affetto da disabilità, ha posto l’attenzione sul problema della accessibilità turistica e dell’inclusione sociale. Come scritto nella Dichiarazione di Montreal (art. 2), il turismo sociale si pone l’obiettivo di garantire a tutti l’accesso alla vacanza, contro l’esclusione di chi dispone di capacità fisiche ridotte. L’assenza di barriere architettoniche è la condizione indispensabile per consentire la fruizione del patrimonio turistico alla totalità di utenza interessata.
Tra le azioni che il progetto prevede, una docu-serie di quindici episodi, ciascuno ambientato in uno dei paesi coinvolti. Sette gli artisti in giro, selezionati tramite una call.
La conclusione del prpogetto sarà il 28, 29 e 30 giugno a Navelli (AQ), con il Cine-festival dei Paesi Narranti; un concorso internazionale di cortometraggi, della durata massima di 25 minuti, che vedrà premiato quello che meglio racconterà il territorio.
I temi del reinserimento, dell’inclusione sociale e della solidarietà sono alcuni dei tanti aspetti del ripopolamento delle zone interne che necessitano di nuovi approcci, che possano affiancare le metodologie classiche non solo di impresa, ma anche di sviluppo sociale e rurale.
Gabriella Di Lellio