EPIC
LE IMMAGINI
PERDUTE
DI ELVIS

  • FevMarco Piccardi

    (foto courtesy of Universal Pictures Content Group)
  • 27 FEBBRAIO 2026



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Nei cinema italiani il 5 marzo arriva “EPiC: Elvis Presley in Concert”, film realizzato partendo da riprese originali ritrovate, restaurate e montate con la regia di Baz Luhrmann, già autore del biopic “Elvis”, con Austin Butler e Tom Hanks, uscito nel 2022.

Le immagini perdute dei concerti di Las Vegas nei primi anni Settanta mostrano in pieno l’energia e il talento di Elvis, il suo controllo consapevole della propria musica, la direzione dei musicisti sul palco e naturalmente il suo carisma e la sua capacità di empatia con il pubblico. Inoltre, attraverso opportuni montaggi di interviste, è l’artista stesso a raccontare la propria storia, da cui emerge anche la sudditanza al proprio manager, il colonnello Tom Parker.



Il rapporto tra i due era il tema centrale del film “Elvis”, ma qui ci sono le performance dal vivo a dimostrare come Presley sul palco fosse interamente responsabile del versante artistico. “EPiC: Elvis Presley in Concert”, presentato con grande successo alla 50ª edizione del Toronto International Film Festival e distribuito da Universal Pictures, mostra tutta la potenza scenica del Re del Rock’n’Roll, la carica travolgente dei suoi concerti.

Elvis Aaron Presley era nato l’8 gennaio 1935 a Tupelo, nel Mississippi; ma quando aveva 13 anni la sua famiglia si trasferì a Memphis, nel Tennessee, dove venne fortemente influenzato dalla musica gospel. I suoi genitori non sapevano né leggere né scrivere. Elvis aveva alle spalle una storia di povertà assoluta ma divenne il ventenne più famoso del pianeta. La sua carriera musicale ha inizio nel 1954: fu un pioniere del rockabilly, fusione di musica country e rhythm and blues. Il primo singolo, "Heartbreak Hotel ", nel 1956 divenne numero uno negli Stati Uniti, vendendo milioni di copie.



Presley era sì diventato la figura di spicco del nuovo rock and roll, ma venne anche visto - per la scelta della musica nera e per il suo modo sensuale di muoversi sul palco - come una minaccia per la morale della gioventù bianca americana. Guidato da Parker, dalla fine degli anni Cinquanta e per gran parte dei Sessanta Elvis recitò in numerosi film di grande successo ma di basso spessore artistico. Nelle interviste riproposte dal film “EPiC” ne prende le distanze: "Non era colpa di nessuno o forse la colpa era solo mia, ma facevo cose in cui non credevo fino in fondo".



Da fine anni Sessanta a tutto il 1976, Elvis tenne una lunga residenza concertistica a Las Vegas, con due spettacoli sold-out al giorno, sette giorni su sette, anche per quattro settimane consecutive. A questo si aggiunsero diverse tournee in giro per gli Stati Uniti, anche se gli sarebbe rimasto il rammarico di non aver avuto, per scelte manageriali, l’opportunità di esibirsi in Europa. Poi l’abuso di sostanze stupefacenti e, pare, la cattiva alimentazione compromisero la sua salute e Presley morì nell'agosto del 1977, a 42 anni, nella tenuta di Graceland. Nella sua carriera ha venduto circa 500 milioni di dischi in tutto il mondo e vinto tre Grammy Awards.

Luhrmann ha ottenuto che la Warner Bros mettesse a disposizione le 59 ore di pellicola di sua proprietà: filmati degli spettacoli del tour del 1972 e registrazioni di sei diversi spettacoli della residenza a Las Vegas. Il tutto era rimasto chiuso per mezzo secolo in una miniera di sale del Kansas per proteggerle dagli effetti dannosi dell’umidità. Un restauro delle immagini è stato affidato al team di Peter Jackson, che aveva lavorato al documentario a puntate “Get Back” dei Beatles. Ed è stato restaurato meticolosamente anche il suono. Buona parte delle riprese dei concerti era infatti priva di audio e i nastri multitraccia di ogni show erano di proprietà della RCA, che li ha resi disponibili per essere sincronizzati con le immagini. L’effetto complessivo è sorprendente.



“EPiC” si apre con un segmento del medley “An American Trilogy” del 1972 per passare ad un collage di apparizioni televisive degli anni Cinquanta e dei primi concerti. Quindi si va avanti e indietro tra il 1970 e il ‘72 con interpretazioni di “Suspicious Minds”, “In the Ghetto”, “Burning Love”, “How Great Thou Art” e cover di “Bridge Over Troubled Water”, “Yesterday”, “Something” e “Get Back”. Presley non ha mai scritto canzoni ma le sue interpretazioni hanno sempre una caratteristica precisa. In qualche caso, come la citata “In the Ghetto”, ha commissionato la scrittura ad artisti suoi collaboratori, spiegando loro cosa intendesse fare e poi personalizzandole. La formazione sul palco di Las Vegas era nutrita, con un abile chitarrista, una notevole base ritmica (in particolare spicca l’uso virtuoso della batteria) ed una sezione fiati a supporto. La musica colpisce per il suo impatto emotivo e per essere, nonostante siano passati oltre cinquant’anni, tutt’altro che datata.



“EPiC: Elvis Presley in Concert” arriva nei cinema italiani il 5 marzo, dopo un’esclusiva IMAX della settimana dal 20 febbraio. La colonna sonora originale del film è stata pubblicata da Legacy Recordings (Sony/RCA) ed è disponibile in formato digitale e su CD. Dal 24 aprile anche in doppio vinile. Sono ventisette brani, in parte versioni dal vivo (a testimonianza delle esibizioni di Elvis negli anni Settanta) e in parte nuovi missaggi di classici in versione originale.



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