IL GIRO DEL MONDO
IN 200 SPECIE
LO ZOOSAFARI
DI FASANO



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Il parco pugliese di Fasano, tremila animali, 200 specie, il primo in Italia per estensione e ampiezza, il secondo in Europa, è un breve giro intorno al mondo, circa un’ora – che si può fare in navetta o in auto propria o anche con un percorso pedonale. Racconta la voglia di conservazione della natura, incluso il recupero di specie in via d’estinzione. La visita ideale per osservare gli animali, oltre che per il clima, è in ottobre, maggio e giugno; ma il parco è sempre aperto a a gennaio solo nei fine settimana. La gita vale la pena – nella parte alta c'è pure un parco divertimenti per i più piccoli – anche per l’aspetto paesaggistico, una dolce collina con ulivi che si affaccia sul mare e una vista aperta: ai piedi (a pochi minuti di auto) il piccolo borgo di Fasano, in provincia di Brindisi, con una curiosa Chiesa matrice che unisce per il lato lungo tre chiese, creando un singolare prospetto; Savelletri, sul mare, noto per Masserie e sulla destra in lontananza il borgo bianco arroccato di Ostuni.



Lo Zoosafari Fasano - creato cinquant’anni fa e dal 1994 gestito dalla Famiglia De Rocchi che ne è proprietaria – si poneva fra gli obiettivi la lotta al bracconaggio, sviluppatosi dall’Ottocento soprattutto per ragioni legate alla presunta cura di disturbi sessuali, la ricerca di magici afrodisiaci e sviluppatori di potenza che sarebbero legati a sostanze animali. Il commercio in nero di prodotti come il Vino d’orso o la Grappa di tigre, legati alla medicina tradizionale cinese, rappresenta ancora un mercato grottesco con un grosso giro d’affari, che ha la sua domanda soprattutto in Europa e in uno strato sociale alto e danaroso.



La conservazione degli animali intende creare, nella logica del parco, 'ambasciatori' per il futuro, cercando la riproduzione in purezza, meno frequente in natura, e la reintroduzione in natura anche se difficile. Il parco inoltre rappresenta una natura addomesticata, privata dei pericoli e con un’alimentazione bilanciata al meglio. Secondo la tesi degli organizzatori, è invece da sfatare l’idea che l’esemplare nato in cattività sia più debole e meno adatto al reinserimento nell’ambiente selvaggio.



Il percorso inizia con la parte europea della fauna tra cui daini, cervi, mufloni e daini locali tra gli altri. Incontriamo poi i rinoceronti indiani che si stima non arrivino a 250 esemplari nel mondo (ma secondo altre fonti le cifre sono decisamente inferiori) cacciati per il corno, dalla cui cheratina si ricava la cosiddetta “polvere di fata” che aumenterebbe le prestazioni maschili e che costa più della cocaina. Immancabili i leoni che, ci viene raccontato, a dispetto delle convinzioni diffuse sono tra i carnivori meno pericolosi. I maschi dormono dalle 12 alle 16 ore al giorno e non meno di otto nel periodo della riproduzione e sono attivi soprattutto di notte, perché si tratta di animali che patiscono il caldo: la savana presenta rilevanti escursioni termiche tra giorno e notte, nel parco riprodotte con sistemi di aria condizionata ad hoc. Animali curiosi gli asini somali con le zampe a righe, che hanno vissuto un periodo a grande rischio di estinzione. Affascinanti le tigri, animali dai quali è difficile salvarsi in caso di attacco, non gregari come i leoni, con una grande varietà perché vivono dalla Siberia all’Indocina, in condizioni meteo da -25°C a +40° C con alto tasso di umidità.



Il loro manto dal disegno singolare è ‘studiato’ per mimetizzarsi, tanto che in natura è difficile avvistarle. Eccoci poi a contatto con i Moon Bear, gli orsi dal collare, che hanno una sorta di mezza luna bianca sotto il collo. Vivono dalla Malesia al Myanmar alla Cambogia, animali prettamente notturni, tra i più piccoli al mondo della loro specie e molto irascibili; in pericolo di estinzione perché dalla loro bile si ricava il cosiddetto Vino d’orso che costa circa 700 dollari al litro. Altro animale noto per i rischi che corre, è l’elefante – qui ce ne sono 3 africani, di stazza più grande, e 4 asiatici – la cui zanna in avorio nel maschio adulto può arrivare ai 35 chili.



Ogni volta che muore un elefante sostituirlo è molto complesso dato che la gestazione richiede circa 24 mesi, dagli 8 ai 10 anni per lo svezzamento, quindi fino ai 12-15 anni di vita non è pronto a riprodursi. La natura però ci ha pensato da sola con un colpo di evoluzione “creativa”: alcune femmine, preposte alla riproduzione, stanno nascendo senza zanne, non costituendo più una tentazione per i bracconieri. Sul nostro tragitto incontriamo anche giraffe e zebre, gazzelle di Mohrr, sottospecie della gazzella Dama, la più grande delle gazzelle africane, nota per il suo mantello bianco e rosso, un tempo diffusa in tutta l’Africa nord-occidentale e ora solo in Marocco, oggetto di un serio programma si conservazione; e infine un gruppo di orici dalle corna a sciabola, dichiarati estinti in natura. A Fasano un lavoro di 20 anni li ha reintrodotti nell’ambiente. Ha fatto notizia pure la nascita di due gorilla, fatto molto raro, il primo femmina ad agosto e il 25 settembre scorso un maschio, ma non siamo riusciti a vederli.

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