La famiglia Colonna vive nell'opulenza più appariscente in una Bari solare e luminosa. Il padre Walter (Adriano Giannini) gestisce una rinomata sartoria per persone danarose mentre la madre Anna (Jasmine Trinca) appare quasi ossessionata dal mantenimento dello stato sociale acquisito.
È lei a desiderare un futuro di attrice per Alice, la figlia più piccola, anche per risarcirsi di una velleità personale mai realizzata, mentre il figlio Tobia sembra già avviato a grandi successi e soddisfazioni.
Anno 1999. In occasione dell'ultima festa di Ferragosto del millennio, pomposamente organizzata dai Colonna nel pretenzioso parco della propria villa, dove gli ospiti sono tutti vestiti in bianco, un dramma si presenta in tutta la sua forza deflagrante.
Da quel momento in poi, Anna elabora una strategia per condizionare il suo destino e quello dei suoi cari, cercando di controllare e determinare il futuro che, ineludibile, attende tutti loro.
Roma, anno 2026. In una Roma piovosa, sull'orlo di una catastrofe ambientale, la donna si presenta inaspettatamente, con una pesante valigia al seguito, a casa della figlia Alice (Romana Maggiora Vergano) con lo scopo di rivelarle un imbarazzante segreto.
Nel corso del racconto, viene alla luce la figura di "L'Estranea" (Valeria Bruni Tedeschi), una sorta di maga o forse, meglio, strega capace di sovvertire le vicende della vita, che dai fatti del 1999 lega a sé faustianamente Anna.
Tra il 1999 e il 2026 la famiglia Colonna ha subito tracolli sia finanziari che personali. Il figlio Tobia in adolescenza ha iniziato a ingrassare vistosamente, il padre Walter, giusto la sera in cui l'Italia del calcio vince i mondiali (9 luglio 2006), decide di uscire di scena con una certa platealità.
Anna che, nel frattempo, lenisce le sue ansie ingollando quantità industriali di rotelle di liquirizia a nastro, continua a incontrare L'Estranea con cui condivide, in un rapporto dove il ricatto è protagonista, tutte le sue frustrazioni di donna e di madre in una sorta di sdoppiamento della realtà e della personalità che la spinge verso le brume della follia.
Secondo i classicissimi dettami della tragedia greca, il dramma si acutizza sino alla definitiva catarsi finale.
Dopo una disastrosa tempesta che ha allagato la città, il cielo di Roma torna a rasserenarsi.
Si compie in questo modo un'enorme metafora dove ciò che non è appare reale e ciò che è vive nella mente di personaggi il cui destino è segnato, indipendentemente da ogni possibile diversa volontà.
"L'estranea", tra luci e ombre, ci conduce nei meandri della mente umana senza trascurare il contesto. Siamo del resto degli anni del berlusconismo dove i "valori" hanno cambiato forma e qualità, dove l'apparire conta assai più dell'essere, dove la ricerca della felicità si perde in strade secondarie e spesso perniciose.
Paolo Strippoli, classe 1993, è un giovane regista che nei suoi film precedenti si era cimentato con l'horror e l'esoterico. In "L'estranea" attenua questa tendenza anche se qualche tentazione in quel senso la si avverte attraverso un approccio che, almeno in parte, rimanda all'arcano e al soprannaturale.
Con qualche passaggio sopra le righe di troppo, il film riesce però a catalizzare l'attenzione anche grazie alla bravura degli interpreti.
Cast eccellente infatti con Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi quasi in stato di grazia. Adriano Giannini è volgare quanto basta per tratteggiare la figura di un uomo dedito al potere più becero.
Bravi i ragazzi che nel corso degli anni interpretano le età di Tobia e Alice che, nelle fasi cruciali del film, è ben sostenuta dalla recitazione di Romana Maggiora Vergano.
Il film, dopo aver partecipato in concorso al recente Festival di Venezia, è stato designato dall'ANICA - e ciò ha destato una certa sorpresa - a rappresentare l'Italia ai prossimi Oscar, selezione finale permettendo.
Anche se non mancano morti e feriti, "L'estranea" è soprattutto un thriller nella e della mente.


