GIORNATE FELICI
PAGINE
DI VITE
E DI VINO


una recensione di ILARIA GUIDANTONI

(immagine da Pixabay, di Andressa Rodrigues)

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"Me la ricordo come una giornata felice. Pagine di vite e di vino" di Roberto Racca (pubblicato da Allemandi, edizione in doppia lingua italiano e inglese) è più facile da raccontare per quello che non è che per quello che è: non un saggio di viticoltura, non uno studio psicologico del rapporto tra bere e benessere (alias felicità), non una guida tra buoni ed eccellenti vini che non possono mancare nella biblioteca del degustatore. E ancora: non è un commento del rapporto, sempre più stretto, tra arte e vino, tra vino e viticoltura come un modo per rileggere la storia. È piuttosto una sorta di diario dall’impaginazione preziosa, ogni numero di pagina è un’apertura doppia, dove a sinistra c’è il racconto personale e a destra la degustazione, il ricordo di un vino, di una storia di vite che diventa un momento di vita.


Annalisa Bollini, Malinconia, 2019


Il libro non si presenta in modo organico e con brevi pennellate ci regala spunti di riflessione intorno al mondo del vino non solo come convivialità – anzi, qui appare più come un incontro personale, come la lettura di un libro sul quale ci si può poi confrontare – ma anche per quello che racconta in senso tecnico. Il vino è un incontro emozionale e culturale per l’autore e come in ogni amore il ricordo vale quasi quanto il vissuto nel momento in cui lo sperimenta e per certi versi anche di più. La vita e i grandi vini. Le vigne, le colline "sferzate da ossigeno, immaginazione e vento", le cantine secolari, i caveaux, le bottiglie pregiate e anche e soprattutto i produttori, le ‘persone del vino’. Consulente e consigliere di alcune importanti aziende vitivinicole italiane e profondo conoscitore della mappa enologica internazionale (Fondatore nel 2003 di R.R.&Partners, società di consulenza strategica per il vino; ha seguito come responsabile la nascita della Banca del Vino di Pollenzo), Racca ci racconta una passione divenuta arte e professione, che per forza di cose si intreccia al quotidiano personale. Un viaggio tra Italia e Francia in particolare che permette di cogliere molte spigolature e davvero ben scritto, anche con l’ausilio dichiarato di qualche amico dalla penna d’oro.


"Me la ricordo come una giornata felice - Pagine di vite e di vino"
di Roberto Racca, edizioni Allemandi, euro 28,50


Per par condicio cito un bianco (che confesso amo molto) e un rosso (di una regione che mi appassiona). “Chablis Valmur 2005, Raveneau… Siamo a nord-est di Parigi, nella zona dello Chablis. Storia antica e intrigante tra cadute e risalite, con la terribile fillossera ad azzerare la coltura della vite per poi riprendere slancio alla metà del XX secolo, fino ad arrivare a occupare oggi i vertici planetari tra i vini bianchi di eccellenza. Negli ultimi vent’anni, lo Chablis è assurto a vino dall’appeal mondiale…” E così Ducru-Beaucaillou 1961, “Un Bordeaux da medaglia d’oro plus dell’Oceano Atlantico a sferzare i sensi, tra sfera vegetale, profumo di antico monastero, misto di incenso, cera e oscurità aa tratteggiare questo Saint-Julien esterno”. Il testo è anche un singolare “libro d'artista” che contiene una sezione illustrata dalle opere di Annalisa Bollini, che racconta storie con il ricamo e le immagini: dieci ricami, tra cui l’immagine della copertina, commissionati e realizzati dal 2017 a oggi, a comporre il delicato e prezioso ciclo unitario dal titolo stati d'anima e non solo d’animo. L’opera che veste il libro, 'Assenza', del 2019, è un ricamo, acrilico e collage su tela e pittura non preparata. Tecniche e materiali sono punto pieno, punto indietro, punto raso, carta velina, cartoncino, prove di stampa di incisione a vernice molle (collezione privata).





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