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I MIELI DI MELATA

di Fausto Delegà

“Ma da dove arriva questa melata e come fa a cadere sulle foglie per poi essere raccolta dalle api? Ecco, con questa domanda vi rimando alle mie prossime righe qui su Foglieviaggi dove… ne scoprirete delle belle.” Con queste righe terminavo il mio ultimo scritto su “Foglieviaggi” dedicato ai mieli della seconda grande famiglia mellifera che si può trovare in vendita nei negozi, cioé quella dei mieli di melata, solitamente definiti in etichetta “Mieli di Bosco”.

miele di bosco
Miele melata di abete

L’altra grande famiglia mellifera di cui ho già scritto alcune settimane fa é quella dei mieli di nettare, cioè ricavati e creati dalle api bottinando, cioé raccogliendo, i nettari secreti dai fiori come premio invitante per le api che sovraintendono alla fase sessuale di molte piante da frutto a noi note: ciliege, mele, castagne, zagare -agrumi- ecc. tanto per citare le più note. Oppure nettare di altre piante da fiore: tarassaco, erica, acacia, trifoglio.

Ma tornando alla domanda iniziale devo rispondere raccontando cosa accade in natura nel primo atto per la produzione dei mieli di melata.

Bene, partiamo dal dire innanzitutto che le melate si dividono, a loro volta, in due grandi tipologie: le melate di pianura e le melate di montagna.

Le prime, quelle di pianura, derivano da grandi alberi quali pioppi, aceri, querce, salici, ontani, faggi ed altri cespugli ed erbe, mentre quelle di montagna derivano da linfe delle grandi resinose, principalmente abeti — rossi e bianchi — e in parte minore da linfe di larici. Ma chi sono gli esseri viventi che permettono alle api di recuperare queste linfe altrimenti per loro irrangiungibili?

Qui entriamo nell’ambito di una millenaria collaborazione tra insetti, e cioé nello stretto rapporto che lega le api e la loro produzione di mieli da melate, alla Metcalfa Pruinosa, una piccolissima farfallina bianca, e agli afidi, che hanno nomi scientifici stranissimi e complicati — Kermes quercus, Eulecanium rufulum, Lachnus longirostris, Lachnus Roboris, Tuberculoides annulatus, Tuberculoides quercus, Thelaxes dryophila che operano sulle querce; Eleucanium coryli e Eucallipter tiliae che operano sul tiglio, Myzocallis castanicola, Lachnus Roboris e Partheolecanium rufulum in attività sul castagno. E così via.

miele di bosco
Afidi su aghi di abete

Cosa accade?

Accade che sono proprio questi piccolissimi insetti a fare il primo grosso lavoro che poi le api porteranno a conclusione arrivando a mieli edibili. Accade in pratica questo: Metcalfa e afidi bucano con i loro apparati, atti alla suzione, i vasi vegetali — le vene degli alberi — nei quali scorre la linfa. Questo accade sia dei grandi alberi di latifoglie, sia sugli aghi degli abeti per nutrirsi di linfa, ricchissima di zuccheri e di sali minerali che questi alberi producono e di cui questi insetti sono ghiotti — essendo per loro unico cibo vitale.

miele di bosco
La piccola farfalla bianca denominata Metcalfa Pruinosa

Ma per diverse e complesse ragioni legate al loro sviluppo e modo di alimentarsi questi insetti sono costretti a succhiare in continuazione grandissime quantitá di linfa che però non riescono a digerire in toto. Per questo il loro complesso tubo digerente ha la possibilità, per una sua speciale conformazione, di tener separata la linfa che verrá digerita da quella che verrà invece espulsa tal quale, senza essere utilizzata come loro alimento. Questa linfa verrá solo leggermente concentrata e cadrá a microgocce sulle foglie sottostanti, o impregnerà gli aghi degli abeti.

A quel punto, se le condizioni meteo saranno favorevoli, giusta la ventilazione e giusta l’umidità, le api inizieranno a raccogliere queste microgocce di linfa espulsa dagli afidi e dalle Metcalfa, immagazzinandole nelle loro sacche melarie e portando il tutto alle arnie — dove questa linfa straordinariamente aromatica e ricca di minerali verrà trasformata in mieli di melata, che poi voi troverete in vendita con la denominazione più diffusa di mieli di bosco, miele di foresta ecc.

In alcuni casi, a volte, quando la preparazione degli apicoltori di montagna è grande e profonda, potreste trovare anche la denominazione “miele di melata di abete rosso” o “miele di melata di abete bianco”, mieli che fra di loro appaiono diversi per colore e sapore. Precisando meglio aggiungo alcune notizie specifiche per chiarire le differenze di provenienza e di aromi.

miele di bosco
Miele melata di latifoglie prodotta da Metcalfa Pruinosa

L’abete bianco è diffuso sia sulle Alpi che sugli Appennini, forma estese foreste, spesso associato al faggio o ad altre conifere, nella fascia tra i 400 e i 1800 metri di altitudine. Può crescere alto fino a 50 metri. Viene utilizzato nel rimboschimento o utilizzato per essenza da legno. Il profumo del miele di abete bianco é definito come di affumicato, di latte condensato, di bruciato, resina, bosco umido, balsamico, pino mugo, maltato, incenso, caramello. Il sapore come di: sciroppo di germogli di pino mugo, maltato, affumicato, liquirizia, balsamico, caramellato.

L’abete rosso ha una distribuzione quasi esclusivamente alpina, soprattutto nelle valli aride e catene interne tra 1000 e 1900 metri di altitudine. è utilizzato nei rimboschimenti o a scopo ornamentale (albero di Natale) o come essenza da legno o da resina (vernici). I violini Stradivari erano costruiti col legno di abete rosso.

I profumi del miele di abete rosso:

Il gusto é percepito come:

Questo é il panorama olfattivo-gustativo al quale vi troverete di fronte.

Resta immutato per tutti i tipi di mieli di melata — abeti o latifoglie — la stretta collaborazione tra api, afidi e metcalfe che ci regala questa tipologia di mieli complessi, squisiti, profondissimi e buonissimi sia a colazione in abbinamento a burri di alta qualità, che a tutta cucina utilizzati in diverse ricette, cosa che io faccio quotidianamente.

Questa é anche la risposta alla domanda iniziale che spero di aver chiarito in tutti i suoi aspetti di strane collaborazioni tra insetti a voi cari lettori.

Come ho detto molte altre volte, ora mi ripeto: buoni mieli a tutti. Mieli prodotti se possibile da un apicoltore che vi sia amico, che potete andare a incontrare, che ci metta nome, cognome e faccia — insieme a tutta la passione che potrá trasmettervi.


ape bottinatrice
Afidi su ramo di abete


L'Erbaiolo