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ORTICA

di Fausto Delegà

Sono certamente pochi i vegetali che possono vantare di esser famosi e conosciuti un po’ in tutto il mondo, come quello di cui vi voglio raccontare oggi. Del resto riconoscerla é talmente facile che dire qualcosa di interessante su di lei invece risulta molto difficile.

Potrei iniziare con alcune righe che a lei dedicò un grande della letteratura, Victor Hugo. Un giorno stava guardando alcuni contadini del luogo, occupatissimi a strappare ortiche. Diede un'occhiata a quel mucchio di piante sradicate e già secche e disse: "È morta: eppure, sarebbe una buona cosa che si sapesse servirsene. Quando l'ortica è giovane, la foglia è un ortaggio eccellente; quando invecchia, ha fili e fibre come la canapa e il lino, e la tela d'ortica vale quella di canapa. Tritata, l'ortica è buona per le galline e, triturata, per il bestiame; il grano dell'ortica, misto al foraggio, dà lucentezza al pelo degli animali, mentre la radice mescolata col sale dà un bel colore giallo. Del resto è un fieno eccellente, che può essere falciato due volte. E che cosa occorre all'ortica? Poca terra, nessuna cura e nessuna coltivazione.”

Eccola cosí ben descritta in modo preciso in molte delle sue qualitá ne “I Miserabili”.

luppolo selvatico


L'ORTICA

Nome completo: Ortica Dioica, nome che deriva dalla sua più bruciante qualitá cioè quella di bruciare terribilmente - dal latino uro, bruciare ,urticare, urticante da cui il nome ortica - quando uno o più dei suoi peli arrivino a conficcarsi sotto la nostra pelle appena venga sfiorata. Il loro nome preciso non é peli, ma Tricomi, e sono piccole vescicole con micro aghi capaci di iniettare sotto pelle acido formico, istamina, resina e altre sostanze proteiche che danno il fastidioso bruciore che se diffuso prende il nome di orticaria.




DOVE TROVARLA?

Cresce ovunque, con una forza straordinaria. Ama i terreni non acidi e fortemente ricchi di azoto. Perció amando tutto ciò ama anche luoghi dal terreno inquinato. Per questo preferite sempre quella trovata su luoghi incontaminati, ai margini di un bosco, lungo un corso d’acqua di certa provenienza, ai margini di prati con buoni foraggi, insomma lontana da fonti di possibili contaminanti dei terreni.




I COLORI

Secondo i miei gusti quella dal fusto tendente al viola, una volta cotta ed eliminato cosí il suo potere urticante, é la migliore, ma anche quella verde chiaro può esprimersi molto bene in leggere frittate e ottimi risotti.




LA RACCOLTA

Le cime, tra le sue cime l’ortica canta alto e schietto e lo fa nei mesi di aprile e maggio, ma vivendo sino a 1800 metri di altitudine in alta montagna la si puó trovare senza fiore anche in giugno e oltre. Diciamo che le prime quattro foglie al massimo sono quelle che vanno raccolte. Le più tenere, quelle che hanno anche meno concentrazione di linfa urticante. Scegliendo comunque preferibilmente le piante che non siano giá in fiore, il quale una volta apparso cambia il sapore dell’ortica, dolce e sapido nel dopo cottura. .

La foglia di luppolo selvatico
(Ortica gigante, velenosa)



E IN CUCINA?

L’Ortica si può apprezzare sia cruda (solamente i germogli più teneri) che cotta. Lessata, condita con olio e limone, o ripassata in padella con olio o burro. Ripeto che durante la cottura i peli urticanti scompaiono;sono termolabili. Può essere utilizzata anche come ripieno per torte salate e agnolotti. Nei risotti ottima. Io la uso molto nei passati di verdure e nelle minestre; in frittate, frittelle o pesto per condire la pasta.Può esser anche utilizzata, al posto degli spinaci, per creare l’impasto di gnocchi e paste verdi. Talvolta viene utilizzata nella produzione di formaggi, come il Cornish Yarg (formaggio tipico della Cornovaglia) e il Gouda (tipico dei Paesi Bassi)



SALI E VITAMINE

Come sempre non essendo erborista, ma Erbaiolo, evito accuratamente di citare le decine di cure che l’ortica può sostenere. Però la sua ricchezza in vitamina C, A, E e B1 é nota. Come alto é il suo contenuto in sali minerali ,tra i quali ferro, potassio e lo spesso poco citato manganese.


(Il lamio purpureo)




PRECAUZIONI

Qui lo dico e qui lo confermo: per raccogliere ortiche servono guanti in gomma robusti - il lattice spesso tradisce - e servono anche pantaloni lunghi di tela robusta. Poi non dite che il vostro Erbaiolo non ve lo aveva detto.


PUÒ ESSERE CONFUSA?

Sí, con un suo amico, molto simile nelle foglie, ma non nei fiori, che sono a bocca di leone e ben colorati. Si tratta del Lamio purpureo e il bianco; foglie senza peli urticanti e comunque commestibili in piccole quantità. Ha una sorella molto velenosa l’ortica, la “Dendrocnide moroides”, detta ortica gigante, alta alcuni metri, ma da noi non cresce, limitandosi all’Australia. E infine concludendo, come diceva il mitico Enzo: faceva il palo nella banda dell’Ortica, faceva il palo perché… l’era el sò mestee.


L'Erbaiolo