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LA CULTURA DEL PASCOLO

di Fausto Delegà

Questa volta cambio veste. No, non preoccupatevi , non intendo parlare di moda e nemmeno di auto sportive. Rimango sempre legato ai miei argomenti alimurgici, ma vorrei affrontarli non partendo dal racconto di un singolo essere vegetale vivente, selvatico o spontaneo , da ricercare a fini alimentari, ma da un altro punto di vista.

Un grande amico giornalista esperto in formaggi e tematiche lattiero casearie, Stefano Mariotti, fondatore di “ Quale Formaggio”, una rivista on line che seguo da anni, specializzata inoltre nelle problematiche della pastorizia e delle forme del latte, mi ha dato lo spunto publicando un suo interessantissimo articolo - riporto il link a fondo pagina- su una iniziativa che vede come attore principale la Regione Piemonte e che prende il nome di Filierba. Di cosa si tratta? Vediamola nei particolari.

luppolo selvatico


IL PROGETTO

Il progetto Filierba, di cui potete trovare ampia e ben descritta spiegazione nel sito: www.filierba.it, nasce principalmente per diffondere e riproporre la cultura del pascolo. Il ciclo degli sfalci stagionali, la biodiversitá prorompente dei prati montani, e anche in futuro di quelli di pianura. Questo al fine di garantire una elevatissima qualitá nutrizionale e una straordinaria varietá di tipologie vegetali buone, salutari e dagli aromi eccezionali da mettere a disposizione degli erbivori da latte allevati in modo estensivo e “ pascolanti”; trattati finalmente come erbivori e non come galline da allevamento intensivo a base di cereali. Aprendo inoltre nuove prospettive di sviluppo e incremento di produzioni sinergiche per le aziende agricole.


Ma c’é di più. Una splendida novitá unica per ora nel suo genere in Italia, ma che spero possa avere ampia diffusione e successo anche in altre regioni oltre alla capofila Regione Piemonte. Si tratta di promuovere la introduzione nelle situazioni edafiche dei pascoli, con semine o piantumazioni opportune, di essenze selvatiche edibili, per gli animali e anche per nuovi consumi vegetali dedicati a noi umani.


Erbe spontanee e selvatiche promosse con un nuovo concetto del pascolo. Erbe spesso scomparse dai prati stabili odierni ,sempre più standardizzati e monocolturali, e che possano diventare ottimo cibo per grandi bovini o ovini pascolanti, ma anche ottimo cibo eventuale per noi umani che volessimo magari raccoglierli in foraging o acquistarli dalle Aziende agricole aderenti al progetto per farne gustosi piatti salutari.


Chiaramente un’ intelligente idea come questa non poteva non interessare un raccoglitore seriale come me. Credo però possa essere un’ottima notizia anche per voi, amiche e amici appassionati di foraging, che leggete le mie righe da vostro Erbaiolo di fiducia.

La foglia di luppolo selvatico


ASPETTI MOLTO POSITIVI

Prima di tutto la rinnovata implementazione della biodiversitá nei pascoli montani e di pianura. Poi la certezza per i consumatori di poter ritrovare finalmente in vendita erbe selvatiche buone, straordinariamente utili alla nostra nutrizione, andando oltre finalmente rispetto alle solite insalatine pre-lavate degli Iper. Poi magari, perchè no, avere anche ottime zone di raccolta naturali da poter frequentare da parte di tutti i cercatori di erbe selvatiche edibili, (senza pericolo di imbattersi, per i meno esperti, in pericolosi vegetali simili ai buoni, ma tossici.)

Le aziende agricole divengono cosí amiche del raccoglitore di erbe oltre che attente e premurose custodi della salute dei propri erbivori allevati. La salute degli animali destinati alla produzione dei latti dipende in larghissima parte dalla effettiva varietá e qualitá dei fieni polifiti. E in questo termine “pascoli polifiti” vengono comprese finalmente anche molte di quelle erbe, fiori e bacche che piacciono tanto a noi raccoglitori e che fino a ieri, per svariati motivi produttivi certamente non del tutto giustificati, erano state contrastate se non combattute dagli allevatori.



Oggi invece, con il grande spazio che sempre più stanno occupando negli ultimi anni gli squisiti e salutari “latti d’erba”, diffusissimi e apprezzatissimi in Austria, Germania e Svizzera, anche gli allevatori italiani si stanno indirizzando verso queste tipologie - io ad esempio consumo solo questo tipo di latte da anni qui a Vienna - capendo come sia molto più conveniente averle per amiche, alcune erbe selvatiche, se si vogliono produrre poi straordinari formaggi. Questo apre anche un ottimo futuro di sane passeggiate tra i campi e i pascoli per noi “erbaioli” alla ricerca del vegetale buono e salutare.


GLOSSARIO


L'Erbaiolo