(Una serata al Premio Hemingway, 2025)


AMMANNITI, CREPET, MESSETTI
A LIGNANO I PREMI HEMINGWAY

Lo scrittore Niccolò Ammaniti per la Letteratura, lo psichiatra Paolo Crepet nella categoria 'Avventura del pensiero', la saggista e sinologa Giada Messetti nella sezione 'Lignano per il Futuro 2026', lo scrittore turco-curdo Burhan Sönmez nella sezione 'Testimone del nostro tempo' e il foto-artista Paolo Gasparini per la Fotografia/Fotolibro sono i vincitori della 42esima edizione del Premio Hemingway: da giovedì 25 a sabato 27 giugno saranno i protagonisti delle Giornate del Premio Hemingway, un cartellone di incontri di scena a Lignano Sabbiadoro, la piccola “Florida italiana” tanto amata da Ernest Hemingway, che la visitò nell’aprile 1954.

IL PROGRAMMA

Giovedì 25 giugno

ore 21 Biblioteca Comunale

“Adiós a la fotografía”

Incontro con Italo Zannier ed Esteban Gasparini con un saluto video di Paolo Gasparini

Venerdì 26 giugno

ore 18.30 Cinecity

“Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto”

Incontro con Giada Messetti, intervista di Alberto Garlini

Venerdì 26 giugno

ore 21.00 Cinecity

“Il custode”

Incontro con Niccolò Ammaniti, intervista di Gian Mario Villalta

Sabato 27 giugno

ore 11.00 Cinecity

“Gli amanti di Franz K”

Incontro con Burhan Sönmez, intervista di Michela Fregona

Sabato 27 giugno

ore 17.00 Cinecity

“Riprendersi l’anima”

Incontro con Paolo Crepet, intervista di Valentina Gasparet

Sabato 27 giugno

ore 20.45 Cinecity

Cerimonia di premiazione



PREMIO HEMINGWAY, LE MOTIVAZIONI

Il Premio Hemingway 2026 per la Letteratura va allo scrittore Niccolò Ammaniti "per aver saputo raccontare, con una lingua visionaria e concreta, le zone più fragili e oscure dell’esistenza, trasformando la narrazione in uno strumento capace di interrogare le paure e le contraddizioni del nostro tempo. Attraverso personaggi indimenticabili, spesso adolescenti sospesi tra innocenza e ferocia, Ammaniti restituisce un’immagine perturbante e profondamente umana della realtà, dove il confine tra fiaba e incubo si fa incerto e vibrante. Nei suoi romanzi, la tensione narrativa diventa esplorazione dell’animo umano e delle trasformazioni della società contemporanea, in un universo stilistico potente, in equilibrio tra realismo e immaginazione. Con 'Il custode', ambientato in un isolato borgo siciliano e centrato sul giovane Nilo, incaricato di custodire un segreto oscuro e antico, Ammaniti torna a indagare l’adolescenza come luogo d’amore paura e desiderio, confermando il suo dono di saper addentrarsi, sempre con felicità e leggerezza narrativa, nelle forme più enigmatiche e profonde del nostro animo".

Il Premio Hemingway “Avventura del pensiero” 2026 va allo psichiatra Paolo Crepet "per aver attraversato, con uno sguardo lucido, inquieto e profondamente umano, i punti nevralgici della società contemporanea, facendo della riflessione psicologica uno strumento capace di interrogare il nostro tempo. Attraverso i suoi libri, i suoi interventi pubblici e il dialogo costante con un pubblico vasto e trasversale, Crepet ha indagato le trasformazioni dell’individuo nell’epoca dell’iperprotezione, della solitudine e dell’illusione tecnologica, mostrando come il disagio non sia solo una condizione privata ma un sintomo collettivo. Con un linguaggio diretto, appassionato e mai rinunciatario, ha saputo restituire centralità alle emozioni, alla responsabilità educativa e alla necessità di un pensiero libero, capace di sottrarsi alle derive dell’omologazione. Nel suo ultimo libro Riprendersi l’anima, Crepet prosegue questa indagine con un gesto ancora più radicale, invitandoci a riconquistare la nostra interiorità e a sottrarci a quella forma di anestesia emotiva che rischia di spegnere desideri e passioni".



Il Premio Speciale Hemingway Lignano per il futuro 2026 va alla sinologa e saggista Giada Messetti "per aver saputo coniugare rigore analitico e capacità narrativa, attraversando con sguardo lucido e partecipe le trasformazioni del mondo contemporaneo e restituendole a un pubblico ampio con chiarezza e profondità. Attraverso i suoi libri e il suo lavoro giornalistico, Messetti ha indagato realtà complesse, costruendo un ponte tra culture e rendendo accessibili dinamiche globali spesso difficili da comprendere. Ma questo premio va soprattutto al suo ultimo libro Quando tornano le rondini, pubblicato in occasione dei cinquant’anni dal terremoto del Friuli, dove l’autrice compie un ritorno alle proprie radici, intrecciando memoria personale e storia collettiva in un racconto intimo e necessario, che restituisce il volto di una terra ferita ma capace di rinascere. In questo senso, il riconoscimento assume anche il valore di un gesto di memoria condivisa: il pensiero si fa così responsabilità civile, e il racconto diventa uno strumento per custodire il passato e interrogare il futuro".

Il Premio Hemingway "Testimone del nostro tempo" 2026 va allo scrittore turco-curdo Burhan Sönmez "per aver saputo raccontare, attraverso la forza della letteratura, il dolore, la memoria e la dignità di chi vive ai margini della storia, trasformando la scrittura in una testimonianza civile capace di attraversare confini, lingue e generazioni. Nei suoi romanzi, Sönmez intreccia il destino individuale e quello collettivo, dando voce a perseguitati, esiliati, sconfitti e ribelli, e mostrando come la violenza politica e la perdita della libertà lascino tracce profonde nelle vite e nelle coscienze. Con uno stile poetico, visionario e insieme profondamente concreto, lo scrittore turco-curdo ha saputo trasformare Istanbul e l'Anatolia in luoghi universali dell'animo umano, dove convivono dolore e speranza, memoria e desiderio di giustizia. Alle radici della sua opera vi è anche la tradizione orale curda in cui è cresciuto: una lingua a lungo proibita, custodita nella memoria come primo atto di resistenza. La sua opera, segnata dall'esperienza personale della repressione e dell'esilio, ci ricorda che la letteratura non è soltanto racconto, ma anche resistenza morale e difesa della libertà di pensiero. In un tempo attraversato da guerre, nazionalismi e nuove forme di censura, la voce di Burhan Sönmez continua a testimoniare il diritto degli esseri umani a custodire la propria memoria, la propria identità e la propria libertà".

E al fotografo Paolo Gasparini va il Premio Hemingway Fotografia / Fotolibro 2026 per la pubblicazione 'Adiós a la fotografía' (Ediciones Mal de Ojo, 2026). "Il percorso di Paolo Gasparini nella storia della fotografia contemporanea internazionale – spiegano le motivazioni –è emblematico nel passaggio creativo delle sue immagini, dalla singola informazione didascalia ed estetica, al loro corale assemblaggio dialettico che definisce il suo racconto culturale. Un accorato lavoro, stimolato dall’attenzione, anche politica, al divenire umano e sociale anche di comunità, come quelle latinoamericane, ancora ai margini, e avviata con 'Para verte memoria America Latina' e oggi assemblata nell’attuale fotolibro 'Adiòs fotografia', al quale viene assegnato il Premio Hemingway Fotografia 2026".





(fonte: Volpe&Sain)

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