RUSSO, DINASTIA D'ARTE
128 ANNI DA COLLEZIONISTI

Centoventotto anni è indubbiamente una età rispettabile e viene da chiedersi "chi" ci sia mai arrivato. "Chi" e "cosa": è la Galleria Russo di Roma, che vanta quattro generazioni di personaggi che l’hanno aperta e creata nel 1898 e quindi gestita con cura, capacità progettuale e una esperienza accresciuta negli anni, spaziando dalla pittura antica all’Ottocento e al Novecento e guardando sempre al contemporaneo.

Una dinastia di galleristi oggi rappresentata da Fabrizio Russo e iniziata dal bisnonno Pasquale Addeo, mancato notaio partenopeo, appassionato di arte e trasformatosi in mercante d’arte che apre a Roma la prima galleria in via del Babuino 75. È solo la prima, oggi gli indirizzi sono molti in tutta Italia.

Il genero di Pasquale, Franco Russo, dopo un apprendistato con il suocero e poi a Milano, raccoglie il testimone e nel ’43 è socio della azienda. Nell’immediato dopoguerra sulle piazze dell’arte affluiscono le collezioni di grandi famiglie che hanno visto mutare le loro fortune nel cataclisma socioeconomico di due conflitti mondiali. Il successo arriva e continua anche dopo la morte di Franco Russo.

I due fratelli minori, Ettore e Antonio, imprenditori avviati al mestiere dallo stesso Franco, si erano già ritagliati una propria autonomia e avevano aperto “La Barcaccia” in piazza di Spagna nel 1939, un luogo che resta nella storia delle gallerie d’arte italiane. Se Franco si era occupato di arte antica i fratelli guardano al mercato contemporaneo e internazionale. Sono gli anni del boom economico e di una forte alleanza con Giorgio de Chirico che finirà per affidare loro la gestione di una larga parte del suo mercato, non ultimo per proteggersi dai falsari.



Un boom che coinvolge non solo l’arte e la sua diffusione ma che imprime un grande impulso a tutte quelle attività economiche collegate al tempo libero, alle vacanze, alla qualità della vita. I fratelli Russo interpretano i cambiamenti di quegli anni dando alla Galleria un ruolo più ampio. Luogo di incontro e di cultura a contatto con personaggi delle istituzioni e del jet-set internazionale. L’arte diventa un bene da godere anche nel privato, da acquistare per le proprie case e residenze. Per molti è un sogno che diventa realtà. I Russo aprono gallerie nelle località turistiche di Montecatini, Fiuggi, Chianciano frequentate da imprenditori, star, politici e monarchi. Conquistano poi la direzione dell’Ufficio Vendite della Quadriennale di Roma, osservatorio privilegiato dello stato dell’arte per scoprire artisti emergenti e consolidare amicizie. Passione e capacità imprenditoriale conducono a traguardi economici notevoli, a una notorietà sempre maggiore, a legami con artisti internazionali.

Sulla scia dei due zii si pone Salvatore Russo che, alla improvvisa morte del padre nel 1960, torna dagli USA per abbracciare le sorti della dinastia e nel 1965 apre la Galleria Lo Scalino in via Capo le Case.

Espansione è la parola d’ordine, verso il nord e verso altri centri termali dove unire la cultura artistica ad altri eventi ed attività risulta vincente.



Gli anni di piombo segnano una breve battuta di arresto. L’Italia cambia ma i Russo sanno navigare in nuove acque con attenzione e discernimento.

Nel 1984 si apre la Galleria F. Russo in via Alibert, destinata a ingrandirsi; la F sta per Franco ma anche per Fabrizio, uno dei tre figli di Salvatore brillante apprendista a fianco del padre, che oggi gestisce da circa quaranta anni l’eredità dei 124 anni della Galleria d’Arte Moderna più antica d’Italia, aiutato dalla figlia Francesca Romana e dal nipote Alberto, figlio di suo fratello.

Ed è per questo che Fabrizio Russo ha scelto di raccogliere tutti questi anni di storia e storie della sua straordinaria famiglia in un libro, “La chiusura del cerchio”, curato dalla figlia Francesca Romana Morelli che ha impiegato sette anni di ricerche, controlli e verifiche prima di dare alla stampa un corposo volume che racchiude un patrimonio di storie e aneddoti.

In occasione del recentissimo incontro con la stampa – Private Views A colazione con l’arte - Fabrizio Russo precisa che non è ricerca di pubblicità o di promozione, ma piuttosto un momento di chiacchiere, riflessioni e convivialità, passeggiando nelle sale della Galleria tra le opere di Severini, de Chirico, Boetti, Cambellotti e anche opere di interessanti artisti contemporanei quali Tontolini e Sorgato, scambiando commenti con un bel gruppo di giornalisti amici e frequentatori della Galleria.

La ricerca sistematica sugli artisti riconducibili all’universo futurista fatta da Fabrizio Russo ha prodotto pregevoli mostre su Boccioni, Severini, Balla, Depero, Prampolini e su artisti della Scuola Romana. E altro è previsto per questo 2026 e 2027.


(Fabrizio, Francesca Romana e Alberto Russo)


Se con i Russo l’arte è diventata un prodotto diffuso e accessibile da godere privatamente ed esporre in casa, con Fabrizio Russo si fa un passo avanti sottolineando l’importanza delle due anime della Galleria: centro di studi e ricerca storico-artistica oggi sede degli archivi di Cambellotti, Mancini e Pirandello, e anche spazio aperto alla sperimentazione contemporanea e a nuove forme di dialogo.

Insomma, la Galleria è hub culturale e luogo di incontro, dove si mette insieme la memoria storica, la ricerca, il collezionismo, la visione contemporanea. Non a caso, è una delle novità, nel prossimo aprile 2027 presso Arte a Nuvola a Roma, verrà presentata una “Breve Guida per un collezionismo più consapevole” dedicata alla gestione della collezione d’arte.

Molti i progetti ai quali partecipa la Galleria Russo, a partire dalla BIAF Biennale internazionale dell’Antiquariato di Firenze (26 settembre-4 ottobre 2026); una mostra dedicata a Carole Feuerman ultimo trimestre 2026; una antologica di Giovanni Gasparro (ottobre. 2026); Artefiera Bologna (febbraio 2027) e Miart Milano (aprile 2027); una personale di Chiara Sorgato (aprile 2027).

Dopo la collaborazione con l'Elizabeth Unique Hotel di Roma, presso il quale si è svolto un piacevole lunch al termine dell’incontro in Galleria, Russo inaugura un nuovo presidio culturale e il suo primo spazio a Venezia all’interno dell’'Elizabeth Unique' Venice. Come per Roma, gli interni degli alberghi sono curati dalla Galleria Russo con installazioni e una selezione di opere che riflette l’identità della Galleria e la sua ricerca contemporanea. Questa scelta si inserisce bene nella filosofia della Galleria e nella visione di Fabrizio Russo orientato a costruire collegamenti tra arte, architettura e luoghi della vita di tutti i giorni. E non è un caso se Fabrizio Russo insegna alla Luiss offrendo al suo giovane pubblico una lunga esperienza e tanta passione per il suo lavoro.

Nel corso dell’incontro Fabrizio Russo conversando con la giornalista Ilaria Guidantoni e altri colleghi, riflette sulla evoluzione del sistema dell’arte e il ruolo della Galleria nel segno di un’arte che generi un impatto culturale e sociale, capace di arricchire e curare, dare piace e istruire. In poche parole, per Fabrizio Russo innovare significa guardare al mondo senza perdere le proprie radici.

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