alla NEWSLETTER di foglieviaggi
La Città Metropolitana di Napoli ha completato il restauro conservativo della Galleria del Piano Nobile della Reggia di Portici, sala che si sviluppa su un unico livello del corpo centrale, a cavallo della via Università — l'antica via Regia per le Calabrie — con una superficie di circa 250 mq, un'altezza di 7 metri, una lunghezza di oltre 35 metri e una larghezza di circa 6 metri.
L'intervento, condotto dalla Direzione Tecnica del Patrimonio della Città Metropolitana sotto la sorveglianza della Soprintendenza per l'Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio per l’area metropolitana, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa martedì 9 giugno, con il sindaco Manfredi, il Rettore della “Federico II” Matteo Lorito, il Direttore del Dipartimento di Agraria Danilo Ercolini e altri rappresentanti tecnici e istituzionali.
L'operazione fa parte di una convenzione stipulata con la Federico II che prevede la progressiva liberazione delle sale del primo piano — il celebre Piano Nobile, appunto — dalle attività didattiche del Dipartimento di Agraria, per restituirle a un uso integralmente museale, gestito da MUSA-Musei delle Scienze Agrarie della stessa Università.
L’intervento ha riportato alla luce le originarie volumetrie, ora esaltate da un nuovo sistema di illuminazione, con faretti orientabili su binario, progettato per valorizzare le qualità architettoniche degli ambienti senza alterarne la percezione complessiva. La prima fase dei lavori ha riguardato la demolizione dei tramezzi divisori aggiunti negli ultimi decenni, che avevano frammentato lo spazio: una volta rimossi questi elementi, la Galleria ha riacquistato la sua imponente prospettiva originale. Sulle pareti, un'équipe di restauratori ha operato per il descialbo, il consolidamento e la pulitura degli intonaci storici, recuperando il più possibile l’apparato pittorico originario caratterizzato dalla presenza di cicli di affreschi con motivi ornamentali di tipo floreale e architettonico che decenni di tamponature e ridipinture avevano celato.
1
Una particolare attenzione è stata dedicata al pavimento e al recupero degli infissi originali ancora conservati: le grandi ante in legno, smontate e trattate in un apposito laboratorio allestito in loco, sono state oggetto di accurate operazioni di pulitura, consolidamento, reintegrazione delle parti mancanti e riverniciatura secondo le tonalità originarie rinvenute mediante apposite indagini stratigrafiche, per poi essere ricollocate nelle loro sedi originali.
Redazione