INSONNIA
A STOCCOLMA
IL VIRUS
CHE UCCIDE

di Fabio Zanchi |


LA FRASE – “In natura la maggior parte dei predatori mira alla gola. In fin dei conti, quando noi eliminiamo le inibizioni e le lotte sociali, non siamo diversi dagli altri animali”



Gran brutta bestia, l’insonnia. Destabilizza, disorienta, debilita. Quando poi a provocarla è un virus sconosciuto, uscito per sbaglio da un laboratorio, sono guai seri. Spinta oltre il limite, per assenza di antidoti, porta alla follia e alla morte. Così la racconta questa serie svedese, in sei episodi su Amazon Prime Video.



Ambientata a Stoccolma, “Wake – La veglia” è un thriller con più livelli di lettura. In primo piano c’è il racconto drammatico della diffusione di un’epidemia letale, che in breve tempo falcia decine di migliaia di vite umane. Il virus, battezzato “Vaka”, si diffonde a una velocità incredibile, annidato com’è nell’acqua dell’acquedotto. Il sistema sanitario va subito in tilt. A ruota, lo segue il governo: troppo lento e addormentato (fin troppo chiara la metafora) nel trovare una soluzione. Protagonista del disastro dilagante, il ministro della Salute, Christian, che ha colpe gravissime. Sarà lui il primo a sottovalutare i segnali di allarme, e non per caso. Il laboratorio dal quale è uscito il virus appartiene infatti all’azienda farmaceutica alla quale il governo ha elargito corposi finanziamenti.



Christian ha parecchi problemi personali. Con un figlio che si droga, si rifugia nel rapporto con Saga, energica e ambiziosa ministra degli Esteri, che non gli risparmia un più energico approccio alla vita e alla politica. Da ministro della Salute si troverà a guidare il governo quando il presidente cadrà stecchito dal virus. A breve, anche Christian dovrà fare i conti con il contagio: se ne accorgerà gradualmente perché, ormai in preda all’insonnia, anche i suoi occhi mostreranno i segni inconfondibili della malattia che sta decimando la popolazione. In parallelo, “Wake” racconta la storia di Elin, una infermiera che sarà costretta a lottare con tutte le forze per tenere in vita la propria moglie Moa, collaboratrice del primo ministro, contagiata dal virus.



Altro protagonista, Johannes. Figura imperdibile in un contesto catastrofico, veste i panni del complottista. Disperato e pasticcione, oltre che pericoloso comme il faut, riuscirà a mettere in pericolo il primogenito di appena dieci anni, coinvolgendolo in un attentato all’acquedotto. Di più: attanagliato dal terrore per sé e per i propri cari, arriverà a cucinare una pappetta velenosa da somministrare a moglie e figlioletta, a base di semi di albicocca. La ricetta la troverà non in Internet ma – sorpresa! – in un manuale cartaceo, ben rilegato, dedicato alla “piccola assassina della natura”: l’albicocca, per l’appunto.



In un quadro che si fa via via più devastante, l’esercito viene naturalmente chiamato in causa, per reprimere i tumulti scoppiati per l’inerzia del governo. La scienza arranca e sembra incapace di fronteggiare il virus. Stoccolma è travolta, tutto precipita, mentre l’epidemia porta a galla ogni genere di debolezza sociale. Le istituzioni vacillano; i socialmedia non reggono; la popolazione è in preda al caos e alla disperazione. C’è anche chi organizza un attentato alla sede del governo, non più guidato da Christian, che si è dimesso, ma dall’ambiziosa Saga, sua ormai ex amante, che sceglie la linea della repressione, tradizionale ricetta di chi non sa quali soluzioni prendere. La via d’uscita verrà dai più giovani. Nell’ordine: il piccolo Isak, sfuggito al controllo del padre complottista; Hugo, il figlio ex drogato di Christian; Linda, baby sitter di Isak, che si è sottratta al virus perché beve soltanto Pepsi cola.



La misura delle sei puntate giova abbastanza a questa serie. È vero che numerosi passaggi sono affidati alla semplificazione del messaggio: governo corrotto e inefficiente; istituzioni fragili; scienza incapace di rimediare ai guasti che provoca; i giovani, speranza nel futuro. Tuttavia i buchi nella trama sono coperti dalla buona regia di Henrik Georgsson, soprattutto nella fase “montante” della tensione, e dalla buona prova di alcuni interpreti. Jonas Karlsson è un convincente Christian, molto combattuto e titubante nelle vesti di primo ministro con motivati sensi di colpa. Gizem Erdogan è piuttosto determinata e aggressiva nella parte di Saga. Nel cast troviamo una coppia di giovani attori piuttosto noti: Hugo è Malte Gärdinger (indisponente e problematico August in “Young Royals”, Netflix) e Linda è Frida Argento (Sara di “Young Royals” e protagonista in “Åremorden” di Netflix).

“Wake – La veglia” è su Amazon Prime Video, fin troppo affollata di pubblicità. A un certo punto ne compare una, di una nota ditta che produce rubinetti. “L’acqua pura che cercavi” è il claim. Ci vuole qualche secondo per capire che non siamo a Stoccolma.



LA SERIE: sei episodi di 45 minuti su Amazon Prime video



PERSONAGGI e INTERPRETI



CHRISTIAN è JONAS KARLSSON

ELIN è ALIETTE OPHEIM

MOA è SIHAM SHURAFA

JOHANNES è JÖRGEN THORSSON

LINDA è FRIDA ARGENTO

HUGO è MAITE GÅRDINGER

SAGA è GIZEM ERDOGAN

ISAK è SILAS STRAND

LOVISA HASSAN è LOLA ZACKOW



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