Zodiaco
La spinta centrifuga verso la libertà diventa con i Pesci conquista reale di un luogo senza limiti , canoni, regolamenti. Un piatto che per un segno Pesci è l’inconscio. Mare, oceano, ondeggiare dell’acqua, senza coordinate, il luogo di un emozione gastronomica e sensuale è inesprimibile. “ A quel tempo tutti danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica.” Jack Kerouac, Pesci, 12 marzo 1922, ore 17.
Arte
The Splash di David Hockney
Ingredienti
- Un sacchetto di molluschi Scrigno di Venere
- due cipollotti
- due spicchi d'aglio
- prezzemolo
- 4 o 5 pomodorini
- una manciata di olive
- due cucchiai di concentrato di pomodoro
- due cucchiai di patè di olive
-
Lavate accuratamente i molluschi in acqua fredda scartando i gusci aperti
o rovinati. Spazzolate i gusci se necessario per liberarli dalle alghe.
Metteteli in un recipiente con sale e acqua fredda corrente e lasciate
spurgare per un' oretta. Poi sciacquateli bene, sono pronti alla cottura.
Lessateli per 5 minuti.
-
Nel frattempo preparate un soffritto con i cipollotti e i due spicchi d’aglio.
- Quando i molluschi sono aperti sgusciateli e mettete il contenuto da parte.
-
Sciacquateli ancora un po’ poi aggiungeteli al soffritto.
-
Aggiungete i pomodorini a pezzi, le olive, il prezzemolo e il concentrato.
-
Lessate le trofie
-
e aggiungete un po’ di acqua di cottura nel coccio con i molluschi.
-
Aggiungete due cucchiai di patè di olive(
-
le trofie scolate e al dente e lasciate cuocere per cinque minuti.
-
Servite.
Noterelle
Lo "Scrigno di Venere" o “scafarca" o "anadara" è un mollusco bivalve il cui consumo in cucina si sta diffondendo da qualche anno. Originaria delle coste indopacifiche, è arrivata nel mare Adriatico negli anni '60, e lì ha trovato un habitat molto favorevole per la riproduzione. È un mollusco dal sapore marino molto intenso e particolare.
A fare entrare ufficialmente nel mercato ittico lo Scrigno di Venere ci ha pensato la Gazzetta Ufficiale, coniando per decreto il nome italiano, appunto 'Scrigno di Venere'. Si tratta dell'Anadara (Scapharca inaequivalvis), nome scientifico del mollusco bivalve immigrato accidentalmente dall'oriente. Lo Scrigno di Venere è infatti comparso per la prima volta in Adriatico alla fine degli anni '60, trasportato dalle acque di zavorra delle navi. Grazie alle condizioni ecologiche favorevoli, le larve si sono riprodotte facilmente fino a sfiorare oggi le 50 tonnellate.
Per anni questo mollusco è stato presente in piccole quantità sui banchi dei mercati pugliesi. Ma l'idea di farne un vero e proprio business è venuta al Consorzio pescatori riuniti di Cupra Marittima (Ascoli Piceno) agli inizi del 2000. Da allora sono state condotte prima ricerche per valutare la consistenza degli stock, poi analisi sanitarie per stabilirne la salubrità. Tutti esami superati e culminati con la pubblicazione del decreto ministeriale che ne avvia di fatto la commercializzazione. Non è comunque facile trovarlo sui banchi delle pescherie. Ma con l’abnorme incremento dei prezzi delle vongole veraci può essere un’alternativa interessante.