I VINCITORI
DELLA CALL
'L'ITALIA È
UN DESIDERIO'

Ecco i vincitori della Open Call "L'Italia è un desiderio" e per ognuno le principali motivazioni della giuria.

Il fotografo pordenonese Mattia Balsamini è stato premiato per il progetto “Il suo buio speciale”: ha riportato - scrivono i giurati - l’attenzione su un caso significativo di relazione tra il paesaggio e la struttura economica e sociale di un territorio, il Veneto, attraverso un lavoro che intreccia pura fotografia documentaria, relazioni personali e sperimentazione visiva con la tecnologia, in un utilizzo contemporaneo di tecniche analogiche e plastiche.

Un omaggio ai pioppeti lungo l’argine del fiume Secchia è il cuore del progetto “Mormorio notturno” di Luca Boffi, dalla provincia di Modena, che rintraccia alcune tematiche fondamentali legate alla trasformazione del paesaggio e al trascorrere del tempo in una fonte apparentemente neutra come una telecamera cctv fissa, ricavando una serie di immagini asciutte e ritmate, caratterizzate da una decisa struttura concettuale.

Nel lavoro fotografico che affronta temi assoluti legati al paesaggio e all’esistenza “Diving into Poetry” del duo milanese-bolognese Letizia Calori e Violette Maillard sono protagonisti il mare, la geologia, la ciclicità della vita: un progetto rigoroso e poetico, in cui sia un luogo sia una situazione specifica, i tuffatori della Grotta della Poesia in Salento, si prestano a una lettura simbolica e universale.


Andrea Camiolo, siciliano di Leonforte, avvia con il suo progetto “Per un paesaggio possibile” una riflessione sulla nozione stessa di paesaggio a partire da luoghi a lui vicini, un paesaggio collinare dell’entroterra siciliano apparentemente privo di interesse, attivando un procedimento di verifica e di messa in crisi delle modalità di rappresentazione del paesaggio che produce una serie di variazioni, delicate e coerenti, ricche di rimandi nella storia della fotografia e dell’arte.

Un dialogo fertile tra l’artista bellunese e la comunità del paese di Lusiana Conco sull’Altopiano di Asiago è quello rappresentato nelle immagini che sviluppano una rigorosa pratica documentaria e i punti di vista plurali di un gruppo di adolescenti che Marina Caneve con “A fior di terra” ha coinvolto nella sua proposta artistica.

Al centro di “Via Spaventa” a Milano di Federico Clavarino, una serie di immagini spiazzanti e misteriose capaci di mettere a confronto grandi questioni della città moderna come l’edilizia sociale e l’opera dei maestri dell’architettura con l'assetto ordinario e spesso incomprensibile degli spazi urbani.

Una ricerca di ampio respiro su un territorio vasto e complesso come la Pianura Padana è quello compiuto dal torinese Tomaso Clavarino in “Padanistan”, che restituisce con linguaggio asciutto, privo di retorica e attento ai dettagli un senso di spaesamento e di frammentazione che emerge da un viaggio negli spazi interiori ed esteriori lungo la statale Padana Superiore 11.



Nel progetto artistico di Nicoletta Grillo, dalla provincia milanese, “Scintilla” è un cortocircuito tra l’architettura delle fabbriche di Sesto San Giovanni e la memoria personale e familiare della fotografa che affronta il tema universale del lavoro in riferimento alle complesse questioni legate alla salute e alla pervasività nella vita domestica attraverso un linguaggio poetico e simbolico e facendo ricorso a elementi performativi.

C’è il centro trasmittente del Campo dei Fiori, sul monte Tre Croci vicino a Varese nel lavoro video “Senza titolo” del romano Jacopo Rinaldi, capace di evocare ciò che nel paesaggio non è visibile pur risultando materia fondamentale della società, attivando una riflessione su vecchie e nuove tecnologie, telecomunicazioni, radiofrequenze, trasmissione di dati e di saperi.

Ne “Il cielo stellato” di Caterina Erica Shanta, di Pordenone, il paesaggio esplode nelle miriadi di immagini attraverso una restituzione fotogrammetrica collettiva dei carri di cartapesta distrutti durante la festa della Madonna della Bruna a Matera: un approccio alla fotografia innovativo ed efficace da cui emerge il tema del rapporto tra esperienza, immagine e tecnologia nella società di massa.


LA PREMIAZIONE


La Commissione ha inoltre stabilito di attribuire una menzione speciale a tre candidati che, nonostante la giovane età, hanno sviluppato ricerche interessanti per qualità, originalità e importanza dei temi trattati: a Noemi Comi, di origini calabresi, per “Demeter”, in cui con sperimentazione visiva l’artista affronta un tema complesso come la religiosità e la presenza degli ex-voto, in un progetto di ampio respiro che esprime il desiderio di rivalsa del popolo calabrese e si confronta con paesaggi sempre più caratterizzati dall’abbandono; a “Milieu” di Alessandro Di Lenardo, piemontese, per avere indagato la tematica estremamente attuale delle migrazioni e delle frontiere con un progetto che muove da una fotografia documentaria pura per introdurre una piccola ma significativa componente allestita, producendo un immaginario inedito della migrazione notturna nello scenario di alta montagna della Val di Susa; e a Marta Scagliusi, romana, con “Sospesi in superficie. Un'indagine sulla vita nascosta” per la capacità con cui ha dato un’interessante impronta artistica, sia dal punto di vista formale che simbolico, a un progetto che muove da una forte base scientifica come lo studio delle muffe – in questo caso presenti sulle arcate del Ponte Testaccio a Roma – e arriva a costruire una serie di paesaggi fantastici.

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